UN’ORA DI RELAX PER ME: SI, MA CON ANSIA

DI SABRINA PARAVICINI

A un mese dall’inizio della prima media, con pomeriggi e week end passati tra attività e una quantità esagerata di compiti finalmente decido di prendermi un’ora di relax.
Sotto casa ha aperto un negozio di estetica, cinese, credo, thailandese forse. Comunque il tempo è poco e decido di provare, di solito vado dalla mia estetista bravissima che però sta a mezz’ora di macchina, venti minuti per trovare parcheggio, moltiplica per due più il pedicure, si fanno tre ore in un attimo e io quelle tre ore oggi che Nino fa la prima media non ce le ho più.
Entro. Nessuno parla italiano, vabbè, non c’è problema, mi fanno accomodare in una stanza. C’è un divano rosso grande in pelle e tutti gli strumenti per la pedicure.
Il signore che mi ha fatto entrare scopro essere anche colui che mi farà il pedicure. Primo uomo che mi fa il pedicure nella mia vita. Ansia. Mi indica a gesti cosa devo fare e l’unica parola che dice più volte è “dopo massaggino”.
Il negozio è pieno di foto di piedi con le zone di reflessologia plantare quindi non mi preoccupo. Sarà un esperto. E se fosse solo un esperto di reflessologia e non di pedicure? Ansia. Il signore prende una specie di coltello e comincia a passarmelo sotto alla pianta del piede e tra le dieta dei piedi. Ansia. E un po’ di solletico.
Poi prende una specie di spatola con una lama larga, una spatola tipo quelle per stuccare i muri ma più affilata e comincia a spatolare tutto il piede. A questo punto mi vengono in mente quei tutorial su FB dove un tizio con la faccia da matto taglia i capelli alle donne con una mannaia ma con un risultato eccellente.
Penso: “Magari è un genio, ma giuro che se non si verserà neppure una goccia di sangue attraverserò per sempre la città per fare il pedicure dalla mia fantastica estetista”. A questo punto però il sangue potrebbe essere niente confronto un’epatite. Ansia. Il signore continua a spatolare e vedo cadere dai miei piedi una quantità di materiale che non pensavo neppure di avere. Lui concentratissimo. Io comincio a pensare agli ospedali, agli sguardi dei medici nel reparto intensivo che si dicono “ha fatto il pedicure con uno che aveva una spatola in mano”. Poi ogni tanto penso che tutto sommato mi sembra quasi di essere in vacanza, anzi mi viene voglia di andare in Thailandia, mi sa che uno di questi giorni prenoto. Il tutto dura un’ora. Tantissimo. Per indicarmi quale piede tirare su e giù il linguaggio è fatto di pacche sul piede. Chiarissimo. Alla fine il massaggino. Che più che un massaggino è una massaggione: vigorosissimo, con qualche pugno su piedi e gambe, però assolutamente tutto molto professionale e super orientale. Un tocco da maestro.
Insomma la cosa finisce con il massaggio, piedi perfetti, sembrano quelli di una bambina e peseranno mezzo chilo meno di prima. Smalto neanche a parlarne, ma ti pare che adesso chiedo al “maestro” di mettermi biecamente lo smalto? No, troverò qualche estetista che me lo metterà nei prossimi giorni.
Ringrazio e vado via. Il maestro mi saluta dandomi le spalle.
Come è giusto che sia.