MOLTI UOMINI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, ALTRI CHE SI IMPANICANO

DI PAOLA TAVELLA

Ci sono molti uomini di ogni età che combattono in questi giorni con tutto il cuore a fianco delle donne che si ribellano alla violenza e agli abusi, è una novità bella rispetto a quanto avvenne durante la stagione femminista in cui mi sono formata io. Ci sono poi altri che reagiscono col panico perché sentono che tutto il genere maschile è sotto accusa: e allora i padri separati? E i bambini abusati dai preti? E i ricatti sul lavoro non succedono forse anche ai maschi? E i produttori e i registi gay che molestano i giovani artisti gay all’inizio della carriera? Cosa credete voi donne? Pensate di essere speciali? Eh? Eh? Comunque, se proprio vogliono saperlo, noi confermiamo che a un solo genere appartengono quasi in esclusiva gli abusanti: il genere maschile.
Infine ci sono alcuni che avevano vent’anni quando a suo tempo abbiamo dato inizio al nostro femminismo e che già allora non la presero bene, ma dovettero star zitti perché noi eravamo separatiste, solidali e inarrestabili. Ricordo i disegnini osceni che ci passavano sotto la porta chiusa delle stanze dove facevamo autocoscienza. Ricordo le loro critiche marxiste leniniste del cazzo (parola scelta con cura), tutta la menata della contraddizione principale. Costoro erano felicissimi che avessimo smesso di occupare la scena pubblica con i nostri discorsi e, adesso che le generazioni successive hanno ricominciato, hanno la bava alla bocca per la frustrazione e la rabbia, si inventano persino gravi rischi per la libertà e la sinistra se non stiamo zitte. Ma noi abbiamo già rotto con questi qui una volta, sappiamo che non succede niente (se non cose fichissime) a fare a meno del loro paternalismo e del loro bullismo, psicologico e ideologico. Così dico alle ragazze e alle giovani donne di non perderci troppo tempo, di darsi al lesbismo politico e divertirsi il più possibile.