VOTO NELLA REPUBBLICA CECA, MA GLI IDEALI CHE FINE HANNO FATTO?

DI GERARDO D’AMICO

E così anche nella micro repubblica Ceca gli elettori hanno votato entusiasti un plurimiliardario con mille conflitti di interesse ed accusato di corruzione, che come abitudine di tutti i partiti seppur con diverse sfumature ha fatto campagna contro l’Unione (da cui quella gente ha avuto i soldi per risollevarsi dopo il regime comunista) contro gli immigrati (praticamente inesistenti sul territorio nazionale) meno tasse e cotillon per tutti.

La tendenza a smontare i partiti, rottamandoli, e farsi referente diretto del popolo, è ormai parecchio diffusa in molte democrazie, ha portato bene anche al ragazzino belloccio che ha conquistato l’Austria e prima allo stupendo presidente americano. Ovviamente anche loro di destra.
Ma il trend affascina molto anche qualche partito che si ispira al socialismo.

Il fatto è che aborrita l’ideologia, a destra e sinistra, sono finiti nel cesso anche gli ideali, sostituiti dal tornaconto personale che soprattutto la destra è maestra a far balenare: tutti imprenditori, anche quelli che resteranno operai a mille euro, dopo il voto.
Eliminati i corpi intermedi, dai partiti ai sindacati, sono stati portati in discarica anche i diritti collettivi, ognuno si illude di avere un rapporto diretto, attraverso il televisore o il web, col leader quasi sempre fotogenico e very smart.

È così che sono nate le dittature, e stavolta sono più pericolose, perché questi signori illudono che facendosi ognuno gli affari propri la società ne trarrà vantaggio, creano emergenze inesistenti, fomentano paure ingiustificate, alimentano odio contro stranieri ed avversari senza versare una goccia di sangue, ma semplicemente partecipando ad un talk show, o aprendo qualche profilo Facebook. Pesca a strascico per tonni.