LEGGE ELETTORALE. IL GOVERNO GENTILONI SI DIMETTA OGGI STESSO

DI LUCIO GIORDANO

Forse il governo Gentiloni voleva entrare ad ogni costo nei libri di storia. Sarà certamente così. Non si spiega in altro modo, infatti,  la decisione di porre la fiducia sulla legge elettorale anche al senato. Nemmeno Mussolini e il suo bivacco di manipoli era arrivato a tanto. Già, perchè  per approvare la liberticida Legge Acerbo, il fascismo aveva messo la fiducia solo alla camera . Gentiloni è andato oltre, e senza un motivo apparente. Con l’appoggio di tutta la destra italiana, dal Pd renziano, agli alfaniani, dalla Lega nord a Forza Italia, fino ad arrivare al pulviscolo parlamentare di Ala , la maggioranza sarebbe stata certa. I franchi tiratori, una manciata.

E invece, a render bene  l’idea di quali siano le condizioni ‘impecettate’ del  parlamento italiano, saranno cinque le fiducie di oggi, prima del voto finale di domani. Al di là della valutazione su una pessima legge elettorale che dovrebbe avere il massimo della condivisione parlamentare, è  insomma proprio il clima sfilacciato della democrazia che mette ansia. E dunque, Rosatellum bis a tutti i costi, invece di andare al voto di primavera con due leggi elettorali diverse uscite dalla consulta, che sono senz’altro migliori di quella che verrà votata in via definitiva domani. E che, in maniera evidente, dovrebbe finire per penalizzare i M5s.

Sì, inutile negarlo, anche senza voler difendere un Movimento che di incongruenze ne ha parecchie, la realtà è questa. Del resto, la tempistica è sospetta e si spiegano ora anche le tante parole in libertà degli ultimi giorni: ad esempio Renzi che non minimizza l’esito del sondaggio trasformato in referendum sull’autonomia del lombardo- veneto. Accordi, accordicchi sotto banco. Si tratta di questo. Insomma la destra è tutta unita appassionatamente nel dare agli italiani una delle peggiori leggi elettorali di sempre. Siamo però  sicuri che alla fine vincerà l’Italia reazionaria? No, anzi. Pd , Forza Italia e Lega Nord stanno cedendo nei sondaggi e il risultato in Sicilia rischia di trasformarsi in una caporetto per i renziani.  Anche per la scelta di utilizzare la fiducia, questa legge elettorale sarà alla fine un regalo alla sinistra e ai 5 stelle, alle prossime politiche di inizio primavera. Gli italiani onesti, gli italiani che credono nel confronto e nella democrazia non passeranno certo sopra a questo atteggiamento di sapore violento.

Resta comunque  l’amarezza per aver ridotto le aule del parlamento in sorde e grigie. Resta lo stuolo di nominati che affolleranno la prossima legislatura. Resta infine la speranza in un sussulto d’orgoglio degli italiani, a cui è stata scippata la democrazia. Che nelle prossime ore si ritrovino dunque  in massa a protestare davanti ai palazzi della politica, lanciando un segnale così forte da mettere paura ai senatori che voteranno questo scandalo elettorale. Di cui il governo Gentiloni dovrà assumersi pienamente  la responsibilità.

Se avesse un sussulto d’orgoglio, anzi, il nostro Presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi oggi stesso, prima del voto finale di domani. Anche perchè con l’uscita di Mdp, la maggioranza non esiste più. Logica costituzionale vuole che Gentiloni salga appunto al Quirinale per formalizzare il cambio di rapporti. Ora, infatti,  nel suo governo non c’è più traccia della sinistra. In compenso c’è Verdini: e non è un dettaglio da poco.