STRASBURGO: G8 GENOVA FU TORTURA

DI ENNIO REMONDINO

G8 Genova, Strasburgo condanna Italia: “A Bolzaneto fu tortura”. La sentenza per le azioni dei componenti delle forze dell’ordine e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace.

La somma delle vergogne

La vergogna per i fatti indicibili, ‘macelleria messicana’ compiuti da uomini e donne della legge, la vergogna per i mille tentativi di occultare la verità, la vergogna di una condanna che non prevedeva il reato di tortura bloccato dai finti sostenitori delle forze dell’ordine in Parlamento, le vergogna di colpevoli senza un solo giorno di carcere. La vergogna di un Paese che non sa andare a fondo nell’individuare e colpire responsabilità delegando ad altri il dovere-privilegio di fare giustizia.
Il tribunale europeo sui diritti umani di Strasburgo lo dice con maggiore eleganza, ma sostanza è quella. Gli atti commessi dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono stati tortura. La Corte ha condannato l’Italia per le azioni dei membri delle forze dell’ordine, e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace.

Parti civili una quindicina di persone di 8 diverse nazionalità, riconosciute come vittime di torture da parte delle forze dell’ordine durante i giorni del G8 a Genova, nel luglio del 2001. Si tratta in particolare di persone che furono rinchiuse fra il 20 e il 22 luglio nella caserma carcere di Bolzaneto. «I ricorrenti, trattati come oggetti per mano del potere pubblico, hanno vissuto durante tutta la durata della loro detenzione in un luogo ‘di non diritto’ dove le garanzie più elementari erano state sospese»».
«L’insieme dei fatti emersi dimostra che i membri della polizia presenti, gli agenti semplici, e per estensione, la catena di comando, hanno gravemente contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone poste sotto la loro sorveglianza».

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