PASTICCIO CATALANO, NIENTE ELEZIONI ANTICIPATE SALVA TUTTO

DI ENNIO REMONDINO

Ancora in bilico tra resa e scontro con Madrid. Niente elezioni anticipate ad evitare il commissariamento chiesto dal governo al senato. Carles Puigdemont, dopo mille tentennamenti, scarica sul Parlamento la decisione dell’ultima illegalità con una possibile dichiarazione d’indipendenza

La trovata politica era geniale. Il Parlamento di Barcellona che si auto scioglie convocando elezioni anticipate di corsa, evitando così il commissariamento della Catalogna con l’articolo 155. Rinvio della questione indipendenza con onore e senza l’onta di una punizione.
Sembrava cosa fatta, colpo di saggezza, poi il balzo all’indietro dopo concitati vertici tra separatisti catalani in conflitto tra loro.
Alla fine, Carles Puigdemont, sempre meno credibile, ha annunciato che non scioglierà il Parlamento catalano e non convocherà elezioni anticipate, diversamente da quanto fatto trapelare questa mattina e dalle certezze di quasi tutta la concitata giornata.

Colpa di Madrid, provano a dire da Barcellona. Puigdemont sostiene di avere provato tutte le vie possibili per un accordo col governo spagnolo: in particolare cercava garanzie che il governo spagnolo di Mariano Rajoy rinunciasse, in caso di elezioni anticipate, all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, cioè quell’articolo che permette allo stato spagnolo di costringere una comunità autonoma come la Catalogna ai vincoli di legge nazionali.
Insistenza interna al fronte separatista per ottenere la formalità di una ‘trattativa politica’ che, sulla applicazione delle leggi, Madrid non può neppure ammettere possa esistere.

La decisione di Puigdemont è arrivata dopo giorni intensi di riunioni tra il partito di Puigdemont, il Partito democratico europeo, il suo principale alleato, Esquerra Republicana a destra, e altri gruppi indipendentisti catalani, tra cui la CUP, partito marxista che appoggia la composita coalizione. Problemi interni non ammessi, ma evidenti. Sino alle 17, la certezza della convocazione di elezioni anticipate. Poi il colpo di scena che riapre tutti i fronti del possibile scontro.
La rinuncia all’opzione delle elezioni, che significa lasciare aperta la possibilità che il Parlamento catalano, a maggioranza indipendentista, approvi una dichiarazione di indipendenza durante la stessa seduta in corso.

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