DA PORNOSTAR A DOCENTE ALL’UNIVERSITA’: QUANDO LA PERSONA HA LA MEGLIO SUL PERSONAGGIO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Un corpo importante quello di Ruggero Freddi , non solo per la sua struttura fisica ma anche e soprattutto per un passato che lo ha visto divo di film porno negli Usa noto, noto come Carlo Masi.
Fin dal 2004 su di lui si accendono le luci rosse; nel 2013, però, dice basta, e si prende la seconda laurea in Matematica, ottenendo pure il dottorato di ricerca. Adesso è il momento di cambiare vita, di sfruttare le altre sue potenzialità, quelle mentali. Dietro a questa decisione, come sottolinea lui stesso sui social, non c’è comunque il pentimento per la carriera fatta prima.
Ha deciso di intraprendere la carriera del porno per attuare una sorta di riscatto sociale provenendo da una famiglia molto umile, aveva l’esigenza di guadagnare un po’ di soldi. Da lì il successo fu quasi immediato. La sua fama era arrivata a superare quella della casa di produzione e a circa 32 anni ha deciso di cambiare stile di vita, lasciando quel mondo quando si trovava all’apice del successo, evitando un lento declino.
Di certo guadagnava di più sul set, ma ha
messo da parte quanto basta per poter vivere oggi con la borsa di studio da 1.016 euro più gli extra per le lezioni. Non ha smesso di credere nella cultura e nello studio e di essere cosciente di quanto questi due aspetti uniti possano rendere migliori le persone.
Tanto è stato sufficiente per fargli riprendere in mano la sua prima passione, la matematica. Dopo la seconda laurea ha iniziato la carriera da ricercatore facendosi largo tra pregiudizi e bigottismi, perché purtroppo gli omofobi si annidano in tutte le sfere della società, anche quelle accademiche. Ruggero andò avanti perché nessuno può dire agli altri cosa possano o non possano fare e fino a dove si può arrivare.
Così oggi con un corpo che resta quasi costretto dagli abiti per via della muscolatura che non passa inosservata, per via dell’allenamento, del rigore e della preparazione fisica , a far parlare di lui non sono i muscoli quanto il fatto che Ruggero Freddi, quarantenne romano è diventato codocente di Analisi 1 nel dipartimento di Ingegneria Clinica dell’Università La Sapienza, grazie a una borsa di studio e un dottorato.
Ha tutte le carte in regola per la docenza: una laurea in ingegneria informatica e una seconda in matematica con tanto di lode.
Queste le sue dichiarazioni:
“Mi prendono tutti sul serio, com’è giusto, perché sono molto preparato”, ha commentato dopo il polverone scatenato dai media, e i suoi studenti non sembrano affatto imbarazzati dal suo curriculum e dal fisico tutto muscoli.
Scoperta la notizia, gli alunni non hanno battuto ciglio. Un po’ di ilarità può essersi dipinta sul volto di qualcuno ma è una cosa del tutto normale, anche se il professore ha già dato prova delle sue competenze alla lavagna. Spiccano le sue lauree e le sue abilità, nonostante la stampa e l’opinione pubblica di matrice cattolica stiano tanto parlando di questa cosa . Non c’è nessuno scandalo da registrare almeno per una volta, quanto piuttosto l’opportunità di accettare una persona per ciò che è , lasciando da parte scelte individuali e meccanismi che possono scattare nella vita di ognuno, giungendo come piacevoli novità, che unite alla volontà di andare oltre il passato e l’apparenza , possano permettere di comprendere che le persone non devono essere giudicate per l’aspetto o per le scelte sessuali ma che vi è anche molto altro.
In questo caso per Ruggero Freddi a farla da padrone sono la competenza e la preparazione che non sono affatto da mettere in discussione.
Basti pensare a quanti insospettabili, conducano esistenze discutibili di cui spesso e volentieri a farne le spese sono inconsapevoli vittime di facciate che appaiono rassicuranti .
Ammette di
essersi sentito in imbarazzo una sola volta: “Ero alla mia prima lezione, mi ero messo un pullover, e sotto una t-shirt aderente. Faceva caldo, mi sono tolto il maglione e ho sentito un coro di”ohh”. Ho un corpo massiccio, impossibile nasconderlo. Sul momento ne sono rimasto lusingato, poi ho capito che ci perdevo in rispettabilità e da allora metto giacca e camicia”.
Battaglie civili, lunghi percorsi per ottenere diritti che dovrebbero spettare a tutti, senza il bisogno di percorrere strade di isolamento, emarginazione, contestazioni troppe volte sfociate anche in aggressioni fisiche rivolte a chi ancora viene considerato “diverso”.
La non preparazione unite ai retaggi culturali che ormai dovrebbero essere obsoleti ma anche la paura infondata di non sapere come approcciare con chi ha orientamenti sessuali differenti dai nostri.
L’ignoranza travestita da progresso, alberga spesso nelle menti piccole ed ancora una volta l’esempio dell’accettazione e della comprensione arriva dai giovani che senza battere ciglio seguono le interessanti lezioni di Ruggero Freddi, avendo capito che si può cambiare percorso di vita, si può tornare alla cultura, si può non avere timore di percorsi non lineari soprattutto se svolti nel rispetto degli altri, come in questo caso.
Qualcosa di cui non bisognerebbe spettegolare ma che piuttosto dovrebbe indurci a riflettere ed a pensare che fare bene il proprio lavoro nulla ha a che vedere con un passato che nulla toglie a chi relaziona con chi guarda il suo futuro dritto negli occhi.
Questa volta i muscoli sono stati “battuti” dal cervello, si potrà dire la stessa cosa per chi pur non avendo muscoli esagerati mantiene però la massa cerebrale ridotta?