ROMA – BOLOGNA 1-0 . LA SETTIMANA DELL’UNO A ZERO

DI JACOPO MORRONI

 

Uno a zero all’Atalanta, uno a zero al Torino, uno a zero al Bologna di Donadoni. Tre gol su tre da palla inattiva e miglior difesa del campionato. La Roma di Eusebio Di Francesco, nata per essere rapida, bella, magari fin troppo sbarazzina, è diventata apparentemente cinica ed ordinata. I tre punti stasera li porta a casa El Sharaawy con una rete senza senso da calcio d’angolo, uno strano piatto accompagnato al volo che infila la palla incrociando a fil di palo. Una gara, nonostante l’unica rete, dal buon ritmo, a tratti piacevole, a tratti stuzzicante, e con alcuni spunti tecnici, da ambo i lati, deliziosi. Due esempi possono essere un buffo schema a quattro tocchi della Roma su corner, comprendente spizzata, colpo di tacco e tiro da fuori al volo, ed un dribbling impensabile di Federico, figlio d’Eusebio, ai danni di Strootman.

Se la Roma fa una buona gara, caratterizzata da movimenti rapidi di punte e centrocampisti, da una difesa alta e attenta (eccetto alcune occasioni), il Bologna non si fa aspettare. Gioca bene grazie al fraseggio di esterni come Verdi e Di Francesco (quello piccolo), ma ogni qualvolta tenta di alzare davvero il baricentro presta il fianco alle sortite giallorosse. I capitolini dal canto loro cercano gli scambi veloci, i famosi “tagli dentro” degli esterni, e soprattutto dal lato di Pellegrini, anche gli inserimenti delle mezz’ali. Oggi il gioco dell’allenatore romanista si palesa in maniera più evidente: nonostante una scarsa precisione nell’ultimo passaggio e in alcune scelte sotto porta, il meccanismo, ancora imperfetto, inizia girare. Sontuosa la gara di El Sharaawy, rapido, fantasioso, pericoloso. Avesse la costanza…
Oltre a lui in evidenza la qualità eccelsa di Pellegrini, centrocampista completo come pochi. Benissimo anche Florenzi, una macchina della sovrapposizione, in un perenne duello con Di Francesco figlio.

Sembra tutto perfetto, ma la Roma non segna su azione, nonostante una mole di gioco imponente: su questo dovrà lavorare l’ex-Sassuolo.
Il Bologna di Donandoni perde ma non delude, mettendo in luce alcuni giovani ragazzi nostrani davvero notevoli, come appunto Verdi, dal lancio sopraffino, e ancora il piccolo Di Francesco, in moto perpetuo sulla linea della difesa avversaria.

La classifica, contando la gara in meno dei giallorossi, è corta davanti. Alla Roma manca ancora qualcosa, ma la speranza di ovviare al “gap” quest’anno appare più concreta nonostante un mercato giudicato severamente, e con due uomini costati una fortuna ancora mai pervenuti. Il Bologna esce sconfitto ma con la certezza di giocare per qualcosa in più della salvezza.