LICIA COLO’: ” NON SONO A TV2000 A LECCARMI LE FERITE”

DI CINZIA MARONGIU

Una combattente che come arma usa il sorriso e la volontà ferrea di chi ha deciso che della sua vita, privata e professionale, vuole fare una battaglia civile per salvaguardare il pianeta e per sensibilizzare al rispetto degli animali. E pazienza se quella battaglia non può più farla dagli studi della Rai, dove per 15 anni è stata la regina di “Alle falde del Kilimangiaro” e di tanti altri programmi di successo. Oggi Licia Colò, capelli biondi lasciati liberi proprio come libera ha scelto di essere lei, lavora per Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 18 di TivuSat e 140 di Sky), l’emittente della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana e sta per varare la quarta stagione de “Il mondo insieme”, contenitore domenicale che grazie a reportage esclusivi, documentari e storie di impegno e di amanti della natura vuole raccontare il mondo che cambia. Nessun rimpianto per gli anni trascorsi in Rai ma soltanto tanta voglia di fare.

Licia, quali sono le novità?
“Tantissime a cominciare dallo studio nuovo e super tecnologico che vuole rappresentare la nostra casa comune. Lo ha disegnato Gaetano Castelli che ha accettato la sfida di rappresentare il mondo. In studio avremo i ghiacciai, i deserti e le foreste”.

E lo spirito qual è?
“Quello che ha evidenziato Papa Francesco con l’ultima enciclica e cioè di prenderci cura di questa casa comune che è il pianeta. Parafrasando il titolo del mio programma, quello di oggi non è “un mondo insieme” ma “un mondo contro”. Un mondo dove abbiamo paura del vicino, dell’immigrato, un mondo in balìa alle tensioni internazionali. L’unica cosa che ci unisce purtroppo è il cambiamento climatico, così come le terribili conseguenze che ne derivano. Abbiamo sempre pensato il mondo come uno spazio infinito e invece è piccolissimo. In 24 ore oggi fai il giro del mondo. Un mondo piccolo che noi possiamo inquinare, avvelenare, distruggere. Cosa che peraltro sta accadendo. Ecco perché è importante unirci tutti, al di là di qualsiasi religione”.

Il suo programma ha anche un corollario nella fascia del preserale. Di cosa si tratta?

“Sì, io lo chiamo il fratello o la sorella di “Il mondo insieme”. Si tratta di uno spazio di mezz’ora che va in onda dalle 18 e 30 in cui intervisto medici, missionari, volontari e comunque persone che hanno fatto scelte di vita importanti per migliorare il nostro pianeta. Io amo dire che sono persone normali che fanno cose eccezionali”.

Anche lei ti senti un po’ così?

“Sì, ma anche no. Credo di essere una persona normale che fa al meglio ciò che può fare”.

I contenuti del suo programma sono quelli tipici del servizio pubblico. Essendo stata una bandiera della Tv di Stato, secondo lei non sarebbe meglio proporli dalle più potenti antenne della Rai?
“Quello che dici è sacrosanto. Ma poi a ben guardare chi è che in assoluto tenta di fare di più per gli atri se non la Chiesa? Su Tv2000 i programmi sono finalizzati a dare un aiuto a qualcuno e nel dare informazioni che hanno un risvolto propositivo. Anche i telegiornali, a differenza che in altri canali, su Tv2000 non grondano sangue, non indugiano sul cadavere e sulla morte. O ho una figlia di 12 anni e non voglio abituarla alla cultura della morte. Ecco se c’è una rete che fa il vero servizio pubblico questa è Tv2000. In questo momento ho trovato casa lì e ci sto bene”.

Però non c’è dubbio che l’impatto mediatico sia inferiore. Quali sono i suoi obiettivi in termini di share o quelli che le ha chiesto la rete?

“Tv2000 non mi ha mai chiesto niente. Mi ha chiesto di fa un programma che corrisponda alla loro linea editoriale. Più di una volta l’ho chiesto al direttore Paolo Ruffini e lui non mi ha mai parlato di numeri. Mi ha sempre risposto: “Tu pensa a fare un programma di qualità. Che per noi è ciò che conta”. Poi, certo, parlando di numeri, non è che sono felice dei numeri che fa Tv2000. Secondo me dovrebbe fare dei numeri superiori ma devi anche adattarti a quella che è la tv di oggi. Una tv che ha 3000 canali, molti dei quali sono anche canali di qualità ma è ovvio che non ci sono più gli ascolti di un tempo. L’ascolto è frastagliato. A Rai3 quando facevo l’8% o il 9% era normale, se facevo il 7% era una tragedia. Ecco, diciamo che  se a Tv2000 facessi un programma che superi l’1% di share sarei contenta”.

Quindi non ha rimpianti rispetto al non lavorare più in Rai, a non aver tenuto duro?
“Ma io ho tenuto duro. E quello che sto facendo lo dimostra. Tenere duro vuol dire essere coerente con me stessa e con quello che credi sia giusto fare. Ti faccio questo esempio: a 15 anni la cosa più importante è la cotta per il bel ragazzino che magari manco conosci. Quando hai 40 anni non ti limiti più ad avere le palpitazioni perché vedi un bell’uomo. Vuoi un rapporto più maturo. È un po’ quello che succede a me: qual è il lusso che non ho più 20 anni? Il fatto che mi posso permettere d scegliere cose che non si limitino all’apparenza ma di pensare di più ai contenuti. Quindi non cerco il ragazzino bello e carino ma gli ascolti sono l’apparenza, sono qualcosa che mi farebbe piacere però se devo scegliere dove lavorare o di chi innamorarmi, preferisco farlo di un uomo meno ganzo ma che mi dà qualcosa di più”.

In questo paragone la tv di Stato è il ragazzino?
“Non voglio generalizzare né andare contro la Tv di stato. La Rai mi ha dato tantissimo così come Mediaset dove sono “nata” e dove per tanti anni ho fatto “L’arca di Noè”. Poi sono passata in Rai dove ho lavorato benissimo per tanti anni. Poi un anno purtroppo ho avuto dei problemi che non sono riuscita a superare. Sia chiaro, la Rai fa dei fior di programmi ma per ciò che mi riguardava in quel momento non potevo più fare quel programma. Ho tenuto duro, magari pagando anche un prezzo importante. Ma non sono qui a leccarmi le ferite perché sto facendo una cosa che mi piace e che mi appaga molto”.

So che, da vera amante degli animali, ha un piccolo zoo in casa. Mi può parlare degli animali che vivono con lei e con la sua famiglia?

“In realtà se potessi vivrei soltanto con un gatto visto che sono una persona totalmente disorganizzata. Invece in pratica prendo in casa tutti gli sfigati in cui mi capita di imbattermi. Quindi vivono con me a Casalpalocco 3 gatti recuperati, un cane, 3 galline, un gallo e 2 capre”.

Addirittura le capre?
“Sì, anche se sono convinta che debbano vivere in campagna. Quattro anni fa, alla vigilia di Pasqua, mia figlia mi pregò di salvarne una che altrimenti l’indomani sarebbe stata sgozzata. E devo dire che ho scoperto degli animali straordinari, con un’intelligenza fuori dal comune. Niente a che vedere con quello che sostiene Sgarbi che prende a colpi di “capra, capra, capra” chi secondo lui è stupido o incapace. Sgarbi è senz’altro un grande esperto d’arte ma non conosce gli animali. La capra è un genio del male. Riesce a fare qualsiasi cosa si metta in testa. Poi ne abbiamo salvato un’altra dal macello. Così ora vivono con noi Capri e Caprilla”.

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