PAPA FRANCESCO: ATTENTI AD UN MONDO DI MACCHINE AL SERVIZIO DEI POTENTI

DI LUCA SOLDI

Fra le tante oscene miserie che affliggono il mondo non c’è solo la causa di un potere economico e finanziario concentrato nelle mani dei pochi. Una nuova povertà che subdolamente pare farsi strada, è quella causata dell’accaparramento dalla tecnologia che fa allungare ancora di più il passo dai ricchi. Quella falsa modernità che pare far crescere il mondo, per rendere più agevoli i compiti ma che ambiguamente insinua la tentazione di fare a meno dell’uomo, utilizzando “macchine” che moltiplicano il profitto, che possono far a meno dell’uomo. Sono quelle tecnologie che snaturando il loro compito di alleviare fatiche e preoccupazioni, che si concentrano nelle mani di pochi moltiplicando le “cose” su cui si può fare profitto. E’ un cavallo di Troia che sembra far crescere il teorema che autorizza i potenti del mondo a fare a meno di tutto quanto li circonda usando, per i loro interessi, un esercito di robot controllati da poche menti. E’ il rischio del futuro, della tecnologia asservita all’ingiustizia, quello che ci ha ricordato Papa Francesco nel suo videomessaggio di apertura alla Settimana Sociale dei cattolici italiani, organizzata dalla CEI a Cagliari: “Il robot deve rimanere un mezzo e non diventare l’idolo di una economia nelle mani dei potenti; dovrà servire la persona e i suoi bisogni umani”. Ed ancora: “L’innovazione tecnologica va guidata dalla coscienza e dai principi di sussidiarietà e di solidarietà”. “Nulla – rivolgendosi ai delegati delle diocesi italiane presenti all’incontro – si anteponga al bene della persona e alla cura della casa comune, spesso deturpata da un modello di sviluppo che ha prodotto un grave debito ecologico”. Il lavoratore non può essere considerato “una riga di costo del bilancio”, ha poi aggiunto il Papa. Il sistema economico “mira ai consumi, senza preoccuparsi della dignità del lavoro e della tutela dell’ambiente” ma “è un po’ come andare su una bicicletta con la ruota sgonfia: è pericoloso! La dignità e le tutele sono mortificate quando il lavoratore è considerato una riga di costo del bilancio, quando il grido degli scartati resta ignorato”. Passaggi, tutti, che ci riportano anche a quella ch’è la distribuzione delle ricchezze del mondo dove troviamo masse sempre più grandi di persone lasciate indietro a causa della massimizzazione dei profitti. L’ennesima conferma alla voce del 99% degli uomini e delle donne che rimane inascoltata perché i governi mostrano di non essere in grado di combattere l’estrema disuguaglianza, continuando a fare gli interessi delle grandi corporation, delle élites più prospere’, di quei privilegiati che proprio grazie alle tecnologie vorrebbero perfino eliminare il “disturbo” di offrire le ultime briciole del loro pasto al mondo intero. Potrebbero ridurre “l’impiccio” di dover fare ricorso a quella massa di salari, inadeguati, stagnanti che pure permettono la sopravvivenza agli sfruttati del mondo. Un vero dilemma di cui Francesco, da accorto “politico”, da mente aperta, non ha potuto fare a meno di portare alla luce ed aprire al dibattito per un necessario ed opportuno ripensamento sulle disuguaglianze presenti e future.