ROTTAMATO

DI LUCIO GIORDANO

Qualcuno dei suoi gli consigli di fermarsi. Di scendere dal carro da lui stesso creato, per evitare di fare altri danni al suo Pd. Qui infatti  non è più  questione di diaspora continua, di addii eccellenti come quello del Presidente del senato Pietro Grasso, che poi è solo l’ultimo in ordine di tempo. Perchè, fosse quello, uno se ne farebbe una ragione. In fondo,   come twittava Angelino Alfano con indiscutibile dono della sintesi  il 28 febbraio del 2015 : ” Ha eliminato più comunisti Renzi in 2 anni che Berlusconi in 20″ . E sotto sotto, probabilmente, era quello l’obiettivo non dichiarato ma facilmente ‘smascherabile’ dell’ex premier: scalare il Pd e annientare del tutto la componente di sinistra.

Del resto, anche Craxi agì così con il Psi. Il problema però è che senza una strategia politica, puoi ramazzare tutti i voti della dirigenza del tuo partito, ma non serve a niente. A meno che, come ormai sostengono in molti, era proprio quello l’obiettivo del Renzi segretario dem: eliminare i comunisti, distruggere il pd e servire caldo il cadavere dell’ex partito progressista, al proprio mentore Silvio Berlusconi e agli alleati della destra estrema: Lega nord e Fdi. Se così fosse, allora sì che tutte le pietre del mosaico si incastrerebbero alla perfezione. E a quel punto  non ci sarebbe davvero niente di cui  scandalizzarsi.

Ma se così non fosse, inutile negare l’evidenza:  la furia distruttrice dell’ex sindaco di Firenze sta facendo male, molto male a tutto il Pd. Ed è  proprio la presenza di Renzi che spinge a fuochi di sbarramento collettivi. Contestato ovunque vada, criticato per le sue leggi che hanno distrutto il tessuto sociale del Paese, dal jobs act alla buona scuola, l’ ex presidente del consiglio non ne indovina più una. E in molti gli stanno presentando il conto. Uno schiaffo dietro l’altro. La nomina di Visco a Bankitalia è forse il ceffone più violento che abbia ricevuto finora.

L’assenza dei fedelissimi in Cdm mostra in maniera plastica come i renziani si stiano isolando dal resto del partito. Il treno elettorale voluto a tutti i costi dall’ex sindaco di Firenze e costato a quanto pare 400 mila euro, ha le ruote sgonfie. E se dovesse arrivare l’attesa scoppola alle regionali  in Sicilia, il prossimo 5 novembre, per l’ex premier  sarebbe davvero la fine politica. Renzi chi? ha già iniziato a ripetere più di qualcuno. Ma il fatto è che sarebbe nera anche per tutto il Pd. La mutazione genetica, da partito progressista a partito liberista, senza mezzi termini di destra in soli 4 anni, sta in effetti  distruggendo i dem. Alcuni sondaggi disegnano scenari da incubo. Renziani ed ex democristiani a parte, nessuno tra chi si dichiarava di sinistra o di centro sinistra è intenzionato più a votare il Pd. Insomma, un disastro.

Per questo, dunque,  sarebbe davvero  il caso che qualcuno dei suoi consigliasse a Renzi di restare fermo almeno un turno. Almeno fino a dopo le elezioni politiche di primavera. Altrimenti per i dem, identificati sempre più con Alfano e Verdini,  saranno guai. Possibile che nessuno lo capisca? Possibile che nessuno abbia il coraggio di dire quel che tutti ormai dicono e nemmeno più sottovoce? Sì,  che insomma Matteo Renzi è stato rottamato e non solo dai vecchi elettori del Pd.

Ah: Berlusconi e Salvini, a cui almeno a parole l’ex premier avrebbe voluto rubare voti, ringraziano sentitamente.  Quei voti resteranno lì, in quel pianeta affollato di partiti che si chiama destra radicale. Sembrava un pianeta mummificato e invece è stato riesumato proprio dai renziani. Perchè si sa: tra la copia e l’originale, la gente sceglie sempre l’originale.