UNA QUESTIONE PRIVATA – UN FILM FUORI TEMPO

DI GIOVANNI BATTAGLIA

“Una questione privata” è lo straordinario libro scritto nel 1960 da Beppe Fenoglio ma pubblicato nel 1963 dopo la sua morte.
E’ una storia di un triangolo amoroso tra Fulvia interpretata da Valentina Bellè che gioca con i sentimenti di due ragazzi amici dall’infanzia: Milton interpretato da Luca Marinelli, un ragazzo colto, profondo e timido e Giorgio interpretato da Lorenzo Richelmy che è tutto l’opposto; bello e sfrontato.
Milton scrive lettere d’amore a Fulvia e la guarda ballare abbracciata a Giorgio nella villa estiva della famiglia ( nelle Langhe ) dove era stata sfollata nel timore dei bombardamenti su Torino.
Un anno dopo Milton e Giorgio sono ancora nelle Langhe ma i bei ricordi del passato sono svaniti perché si sono entrambi arruolati nelle brigate partigiane e combattono i fascisti.
Fulvia è tornata a Torino e forse si è dimenticata di loro.
Un romanzo meraviglioso – forse il capolavoro di Fenoglio – che parla di un amore folle, quello di Milton per Fulvia ma è intriso di impegno sociale, parla della Resistenza attraverso gli occhi di Milton, non solo la Resistenza partigiana ma anche quella umana.
A proposito della scelta del protagonista i registi hanno dichiarato ”Di Luca Marinelli, il nostro Milton, ci aveva coinvolto la recitazione volutamente sopra le righe di Non essere cattivo e Jeeg Robot. Avevamo ammirato la sua capacità di uscire da se stesso e diventare quei suoi personaggi malvagi, deboli. E la forza dello sguardo.
C’è anche un’altra ragione che ci ha spinto a sceglierlo. Eravamo con tutto il cinema italiano al Quirinale dal Presidente Mattarella per la consegna del David di Donatello, c’era anche Luca, accompagnato non dalla fidanzata o da un’amica, ma dalla nonna. Il “malvagio” ci ha conquistato.“
 
Milton corre per tutto il tempo del film. Corre nelle nebbie delle langhe divorato dalla gelosia per il sospetto che Fulvia e Giorgio abbiano avuto una storia d’amore, desidera ritrovare Giorgio
( rapito dai fascisti ) ed allo stesso tempo spera di morire per non sapere la verità.
Tutto questo nel libro.
Nel film no.
Nel film non arriva nulla dello splendore del libro.
O quasi nulla.
Nonostante la presenza magnetica di Marinelli il film resta sospeso nel vuoto; un opera datata alla quale non ci si riesce ad affezionare nemmeno per un attimo.
La recitazione di tutti i personaggi è ( volutamente ? ) troppo teatrale, mai credibile e ci sono alcune scene letteralmente fuori contesto ( una su tutti quella del fascista che mima il suono di una batteria jazz con la voce ).
Del delirio psicologico di Milton non c’è nulla (penso che film ne avrebbe fatto David Cronemberg ) Marinelli fa di tutto ed è bravo nel suo ruolo, arrivano allo spettatore la rabbia la paura la gelosia ma la regia di questo film è congelata.
Tutti gli attori al di fuori di Marinelli sono così fuori tono da far sembrare il film una fiction o peggio una telenovela.
Dopo i quattro bellissimi film americani visti in questi tre giorni credo sia opportuno domandarci qualcosa sullo stato di salute del cinema italiano