SOLIDARIETA’ AI CATALANI (E AGLI SPAGNOLI)

DI LUCA BILLI

Voglio esprimere la mia solidarietà e il mio sostegno né alla Spagna né alla Catalogna, ma alle donne e agli uomini che vivono in quel grande paese, che sono così mal rappresentati da una classe politica reazionaria e violenta. Il governo di destra di Madrid ha scelto la forza – deve essere una sorta di riflesso condizionato, qualcosa che è nel suo dna franchista – ma questa risposta è evidentemente inadeguata. Se migliaia di persone che vivono in Catalogna scendono in piazza per l’indipendenza, sono disposte a violare la legge per l’indipendenza, occorre dare a queste persone una risposta politica. Personalmente, da vecchio internazionalista, credo che l’indipendentismo sia una risposta sbagliata, ma guardo a cosa chiedono quelle persone. Chiedono più democrazia, chiedono di poter partecipare di più, chiedono anche di stare meglio. Di fronte alla crisi per il futuro, possiamo dare risposte semplici: possiamo dire che è colpa degli immigrati, possiamo dire che sarebbe meglio tornare alle “piccole patrie”; nessuna di queste cose ci salverà, però sono le cose a cui le persone credono e non possiamo far finta di nulla. La repressione renderà solo più tardi forte gli indipendentisti peggiori, quelli che vogliono sostituire il centralismo del governo di Madrid con quello, della stessa risma, del governo di Barcellona. Quelle piazze meritano qualcosa di meglio, le cittadine e i cittadini di tutta la Spagna meritano qualcosa di meglio.