LA PAGLIACCIATA CATALANA

DI UDO GUMPEL

Ma il Signor Puigdemont e i suoi ministri indipendentisti non lo sapevano prima, che avrebbero potuto esser accusati di Ribellione allo Stato Spagnolo? Ah no?
Anzi, non era proprio quello che intendevano fare? Le vittime della repressione spagnola? Volevamo fin dall’inizio questa fine, i Separatisti, e lo hanno alla fine raggiunto: lo Status di vittima.
E ora, che Madrid ha esattamente fatto quello che era scritto nella Costituzione spagnola, della quale via a prova contraria la Catalogna è soltanto una Regione, che cosa hanno fatto davvero i sedicenti indipendentisti? Hanno organizzato una resistenza civile, rimanendo in mezzo alla loro gente, a quella – secondo i dati – minoranza degli abitanti della Regione, ma minoritaria? Si sono ritirati in montagna, per combattere l’invasor spagnol?
No, sono scappati come i conigli.
Ora, non mi prendete per uno fan di uno Stato centralista. Al contrario. La mia personale esperienza mi ha convinto che la forte devoluzione delle competenze, ivi compresi anche il diritto alla tassazione diretta ed il conseguente dovere di vivere in ogni regione in primo luogo delle tasse riscosse ibidem, non a spese di altre aree o paesi, è il fondamento della vera solidarietà delle regione, delle nazioni: chi è poi in difficoltà, chi ha un’economia arretrata, dev’esser aiutato ad uscirne, help to helf yourself: pensate, la Baviera tedesca, oggi una delle regioni più ricche della Germania, è stata aiutato per decenni dal Nord e dall’Ovest, per svilupparsi e la stessa cosa è successo con le regioni ex-DDR, che oggi hanno raggiunto quasi le regioni dell’Ovest in termini di Pil/pro capite: con una politica mirata ad aumentare la propria produttività, dopo aver prima chiuso tutte le fabbriche obsolete, circostanza che faceva gridare la sinistra statalista (anche quella italiana) alla macelleria sociale…invece no, era il primo necessario passo per la rigenerazione della struttura produttiva- chiudere le fabbriche fuori mercato. (Insegnamento tuttora valido…).
L’esempio peggiore per tutta l’Unione Europea è il mezzogiorno: decine di miliardi spesi in mega-programmi che non hanno fruttato quasi niente, tranne mafiosi arricchiti e una classe dirigente delle meno adeguate.
Ora il caso della Catalogna era diverso. Una regione che ha avuto, grazie ad aiuti europei e spagnoli, uno sviluppo enorme, anche altre regioni spagnole, come la Murgia, hanno avuto sovvenzioni – e in Spagna hanno dato il loro frutto, la povertà si è ridotta molto, posti di lavoro sono stati creati.

Ora, dopo la ingloriosa fuga del Puigdemont, i problemi sollevati dal suo movimento restano però sul tappeto: Il desiderio di molti Catalani di vivere la propria identità culturale, desiderio che Madrid potrebbe acconsentire, concedendo una vasta autonomia regionale. E poi però intravvedo lo stesso egoismo finanziario di una regione ricca che vuole tenersi gli schei, motivo principale per il successo del Referendum nel Veneto, e la ragione per cui a Milano, città più sensibile e aperta al Mondo intero, non chiusa nei recinti dialettali e regionali, solo uno su quattro degli elettori ha dato ragione a Maroni.