MINACCIA NUCLEARE SUL MONDO, I NOBEL E IL PAPA

DI ENNIO REMONDINO

Il nobel El Baradei, ex direttore dell’agenzia atomica: «Mai stato così vicino lo scontro nucleare. Sì al dialogo con Kim», si muove il Papa. Vertice mondiale per il Disarmo nucleare voluto da papa Francesco il 10 e 11 novembre a Roma. 11 premi nobel in Vaticano e orecchie attente anche da molto lontano.

Mohammed El Baradei non è persona che parla a vanvera. Premio Nobel per la pace nel 2005, l’egiziano che ha diretto l’Agenzia internazionale per l’Energia atomica, l’Aiea, fra il 1997 e il 2009 è il volto della lotta laica contro la proliferazione nucleare negli anni caldissimi dopo l’11 settembre 2001. El Baradei diede del bugiardo a Bush quanto mentiva sulle armi nucleari di Saddam, e nel 2007 per l’atomica iraniana che non c’era.
Ora, con Kim Jong-un e Donald Trump in campo, avverte il mondo, «Mai stato così vicino lo scontro nucleare. Sì al dialogo con Kim». E lui, musulmano, aderisce subito all’iniziativa di Papa Francesco, «Perché credo sia un’iniziativa importante e perché sono un grande sostenitore di papa Francesco. È il migliore politico che ci sia oggi, quello che dice sempre ciò che la gente vorrebbe sentire».

Rischio imminente di uno scontro fra Stati Uniti e Corea del Nord, dicono politici e analisti. E il Vaticano lavora per una mediazione che fermi un conflitto che potrebbe distruggere il mondo. Il Vertice mondiale per il Disarmo nucleare il 10 e 11 novembre a Roma. Per discutere di come fermare la corsa al nucleare in Vaticano arriveranno undici premi Nobel per la pace fra cui, oltre a Mohamed El Baradei, Mohammed Yunus, Jody Williams, Mairead Maguire, Adolfo Pérez Esquivel e Beatrice Fihn, direttrice dell’ICAN, la campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari che proprio per il suo impegno in nome del disarmo ha vinto il Nobel per la pace quest’anno.
Insieme a loro, i vertici delle Nazioni unite, della Nato e rappresentanti degli Stati coinvolti nella crisi coreana, fra cui in primo piano Stati Uniti, Corea del Sud e Russia.

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