LA VERONA CHE NON TI ASPETTI: IN LESSINIA LA VALLE DELLE SFINGI

DI MARCO MILIONI

In un immaginario collettivo turistico generalmente sempre più immiserito, dire Verona è sinonimo di Giulietta e Romeo con i suoi gadget romantici. È sinonimo di Arena con i suoi festival. Ed è sinonimo di Garda, una sorta di lussuosa colonia tedesca a base di Audi e vini costosi nel più grande lago d’Italia, vale a dire un vero e proprio fiordo nelle Alpi. Si tratta chiaramente di una riduzione banale, figlia di un approccio al viaggio svilito di ogni significato degno di questo nome.

Tuttavia per chi volesse provare a rompere il clichè e volesse avventurarsi in una terra assai meno battuta, con un suo certo fascino arcano c’è la Lessinia. Si tratta di un’entità più storica che geografica, un’enclave semichiusa a nord dal gruppo del Carega, a Ovest dalla Vallagarina, a Est dalla Valleogra e più a sud dall’Adige scaligero. Il grosso del territorio è veronese, ma la cintura è costituita anche da porzioni della provincia di Vicenza e di Trento. Siamo a Nordest, nel pieno delle Prealpi venete. Scordatevi però i profili smerigliati delle Dolomiti nonché una accoglienza, nel senso più esteso del termine, di certe località trentine o sudtirolesi.

La bellezza della Lessinia va scoperta a strappi. Soprattutto se l’accesso arriva dal fianco vicentino, ovvero dalla valle del Chiampo: troverete sulla vostra strada, almeno inizialmente, un insieme senza soluzione di continuità di capannoni, nuovi e decrepiti, concerie dai nomi americaneggianti pittate con improbabili tinte fluo-acriliche, abusi edilizi malsani o malsanati. Poi però basta una svolta improvvisa in una anonima, o quasi, strada comunale che si comincia a risalire il crinale delle colline. Sconsigliato lo sguardo in basso, la saturazione urbanistica del Veneto è cosa nota. Lasciatevela alle spalle per una volta. Basta qualche tornante e un muro a secco per cominciare a vedere ciliegi, ulivi e viti. Queste ultime meritano una menzione particolare. Lessinia è sinonimo di Durello, il cugino arrabbiato del prosecco. Il suo vitigno, dicono gli esperti, è molto meno bisognoso di trattamenti antiparassitari, per cui se vi va un bicchiere… avanti c’è posto. Anche perché chi se ne intende spiega che quando si vinifica per bene il prodotto non ha nulla da invidiare al suo più blasonato cugino, anzi.

Per chi vanta un afflato più avventuriero ma con una sana ambizione culturale è d’obbligo la citazione dall’ente parco: «Spettacolari sono i fenomeni carsici e vari monumenti naturali come l’abisso della Spluga della Preta, tra i più profondi d’Italia; il Covolo di Camposilvano veronese, secondo la tradizione locale visitato da Dante Alighieri quando era ospite degli Scaligeri a Verona, le “città di roccia” come la Valle delle Sfingi; il Ponte di Veja, un imponente ponte naturale in roccia tra i più grandi e belli d’Europa, visitato e rappresentato nel 1.474 dal Mantegna nella Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova. Di eccezionale interesse la Pesciara di Bolca, una cava in galleria da cui si estraggono fossili risalenti a circa 50 milioni d’anni fa (Eocene) conosciuti in tutto il mondo per il loro straordinario stato di conservazione, e la Grotta di Fumane, straordinario archivio della storia evolutiva dell’uomo che documenta le frequentazioni dell’Uomo di Neanderthal e dei primi Homo Sapiens».

Se vi addentrerete nella cosiddetta valle delle sfingi tra ragazzini che si arrampicano sulle sculture frutto dell’azione naturale degli elementi e qualche genitore veronese un po’ annoiato, troverete di tanto in tanto alcuni studenti o appassionati di geologia che saranno ben orgogliosi di spiegarvi le ragioni di una scenario tanto singolare quanto interessante: nel riquadro c’è uno scorcio della cosidetta valle delle delle sfingi: la foto è geo-referenziata per cui sono incluse le coordinate geografiche del luogo (che si possono scaricare da questo link). Se poi c’è bisogno di qualche dritta particolare c’è sempre l’inossidabile Stefano Cantiero, giornalista e autore televisivo di lungo corso, che quei luoghi li conosce bene. Una sbirciatina sul suo portale Vieverdi.tv vale bene una mezz’oretta catodica tra malghe, borghi e contrade sempre che il viaggio virtuale non diventi reale.

In Lessinia è importante la presenza dell’Altopiano dei tredici comuni. Terra un tempo abitata dai Cimbri (oggi anche dai loro pronipoti), una popolazione che alla fine dell’Alto medioevo migrò, secondo alcune ricorstruzioni storiche ancora oggetto di studio, dalla Germania meridionale, forse per mancanza di sostentamento, giustappunto alla volta della Lessinia e dell’Altopiano di Asiago, non tralasciando però nemmeno l’altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, una porzione della Vallarsa, forse della Val di Terragnolo, sino a spingersi a scavalco tra Bellunese e Trevigiano. L’altopiano asiaghese però è stato completamente sconvolto del primo conflitto mondiale sia sotto il profilo del paesaggio che dal punto di vista antropologico (Asiago oggi altro non è che una depandance montano-vacanziera di Vicenza e Padova): per cui se vi interessano le eco cimbre, la Lessinia e il museo della cultura cimbra, il comune di Giazza e il suo circondario vi attendono.

Per chi ama lo sci di fondo la conca dei Parpari può essere un’ottima meta. Tuttavia l’autunno è forse la stagione che rende meglio lo spirito arcano di queste terre. Grazie al noleggio delle mountain bike, ci sono anche quelle elettriche, e grazie alla natura particolare dell’altopiano, la possibilità di scoprirlo in bici, scorci e inattesi ma non troppo, tramonti mozzafiato inclusi, anche per chi le prime volte vuol fare pochissima fatica ci sono tutti. Se sentieri e panorami poi sono nelle vostre corde allora una visitina al portale Macicoveneto.it  diviene indispensabile. La cucina, come avviene spesso in montagna non è troppo variegata, ma i prodotti tipici si fanno valere se si ha la pazienza di cercare i locali che curano con un po’ di verve l’aspetto culinario e quello dell’accoglienza. Nel testo sono presenti molti rimandi fotografici che chi scrive ha scattato per essere il più esaustivo possibile. Perciò occhio ai link e buon autunno a tutti.