INVESTE E UCCIDE IL FRATELLO: RIENTRA NELLA PSICOLOGIA DINAMICA?

DI CARLO PATRIGNANI

Si potrebbe dire l’ennesimo fatto di cronaca nera, uno dei tanti che accadono ogni giorno: per una vecchia questione di eredità che, a quanto si dice, pare pesante, un noto ricercatore del dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, il 62enne Mario Casonato, avrebbe travolto con la sua Fiat Doblò il fratello Piero, un medico 59enne.

Dopo essersi allontanato dal luogo dell’incidente – il parco della storica Villa Massoni a Massa Carrara, di cui i fratelli Casonato sono comproprietari – il ricercatore esperto di Psicologia dinamica e perito del Tribunale, spesso interpellato nei casi di abusi in famiglia, ha chiamato le forze dell’ordine e si è costituito: immediato l’arresto con l’accusa di omicidio.

Spetta ovviamente alla magistratura far chiarezza sulla dinamica della brutale vicenda che ha sconvolto l’intera comunità di Massa Carrara: lo ha investito con la macchina passando su quel corpo più volte, ha raccontato uno degli operai addetti alla manutenzione del parco.

Al di là della vicenda giudiziaria che farà il suo corso, quel che colpisce è un dato niente affatto secondario o marginale: a compiere l’atto, quanto mai disgustoso, è stato uno psicologo, un esperto di Psicologia dinamica, che si occupa e studia proprio le dinamiche di rapporto interumano.

Quanto accaduto non può non far riflettere e non può non porre domande: è questa la Psicologia dinamica? Può un simile atto assai violento – investire, non casualmente, un’altra persona, per di più non estranea e passare più volte sul corpo della vittima – rientrare nella Psicologia dinamica? Possono essere un motivo sufficiente le liti, anche furibone e ripetute nel tempo, tra i due per l’eredità pesante di una Villa del 1600, in cima alle colline di Massa, coperta da fitta vegetazione e chiusa su tutti i lati da grandi cancelli? Può, insomma, dirsi congrua una reazione siffatta?

Già il buon senso da solo dice di no: non si risolvono in questo modo le questioni di eredità, anche se si trascinano per anni e anche se sono, come si racconta, pesanti, figuriamoci cosa dovrebbe dire la Psicologia dinamica!

Il fatto accaduto – provocato da cosa? dalla furia e/o dalla rabbia incontrollate? dalla esasperazione? o da quale altro movente? – non smentisce, forse, le formulazioni teoriche, l’impianto teorico, e la prassi di una certa Psicologia dinamica che, probabilmente, non si occupa e non studia bene a fondo la realtà umana, e in particolare il profondo dell’essere umano?

Se poi ci fosse di mezzo il solito Freud e il freudismo, si può capire bene perchè non può funzionare: il freudismo non ha come fine la cura, e tanto meno la guarigione, delle dinamiche di rapporto interumano malate, ma al più la rassegnazione a dover convivere con la malattia perchè così è da sempre.

I due fratelli di Massa Carrara non ripetono, forse, la storia di Caino e Abele della Bibbia, ossia la cattiveria insita nell’uomo? Non sarà, allora, che una certa Psicologia dinamica e soprattutto una certa cultura non riescono, o non vogliono, liberarsi dalla favoletta di Caino e Abele, che è, invece, da rifiutare nettamente?