LIBERTÀ DI INFORMAZIONE E DIFFERENZE DI GENERE FRA I CANDIDATI

DI ANNA FALCONE

Ascolto sempre, e con grande interesse, la rassegna stampa di Massimo Bordin su Radio Radicale. Ieri, dopo aver dato largo spazio in apertura agli articoli che presentano la lista Bonino-Pisapia (che pare andranno in appoggio al PD di Renzi), Bordin commenta la mia intervista sul Manifesto con toni a dir poco sarcastici. Per carità, il diritto di critica è sacrosanto e lo difenderò fino alla morte. Dare una lettura forzata o riferire circostanze false, insisto FALSE, per colpire chi potrebbe essere un pericoloso competitore della lista di cui sopra, no. E’ per questo che occorre chiarire: 1) E’ lo stesso Grasso ad essersi definito un “ragazzo di sinistra” (e chi legge i giornali come lei lo sa), non io ad avergli affibbiato tale identità, prima, durante o dopo il suo impegno in magistratura. Al netto delle conoscenze giuridiche messe in dubbio da lei che, a chi ha vinto un po’ di cause, finanche davanti alla Corte Costituzionale, nonché contro il (pare) futuro alleato PD, forse, non difettano; 2) Chi chiede una leadership diffusa (fin dall’appello del 18 Giugno e anche nell’articolo) autoesclude ogni sua possibile candidatura a ‘premier’ (questa sì esilarante, visto che il nostro sistema il premier non lo prevede e, nonostante le indicazioni della legge, in una Repubblica parlamentare è il Presidente della Repubblica a dare il mandato per la formazione di un governo; 3) Mai fatto parte e mai ‘passata’ dalla Fondazione ItalianiEuropei (questa sì è grave!), nè di altre Fondazioni riconducibili a qualsiasi politico di grido. Rassegnatevi: non ho capi e non obbedisco a nessuno; 4) Mettere nelle mani delle assemblee sovrane la scelta di programmi e candidati non è una scelta politica ‘furba’, ma condizione di imprescindibile coerenza per chi pone la Costituzione alla base del suo programma: si chiama democrazia; 5) Chiedere che una nuova generazione di leader interpreti una nuova stagione politica è condizione di credibilità e coerenza per un progetto innovativo e di rottura rispetto al passato. Probabilmente, la cosa che più fa paura a una politica vecchia e stantia che mira solo alla propria autoreplicazione. Liquidarla come l’operazione ambiziosa di una quarantenne, davvero non fa onore né a lei, né all’intelligenza di chi legge e ascolta. E poi, mi spiega perché se a chiedere il rinnovamento della leadership è un uomo, allora è un coraggioso, mentre se lo fa una donna è per autopromuoversi o per sfrenata ambizione personale? Che brutta pagina per una radio che fa della libertà di informazione e della cultura libertaria e femminista un suo emblema…Perché, vede, le donne si affermeranno lo stesso, per tenacia e qualità, nonostante le operazioni di basso profilo di quanti ne hanno paura. Io paura non ne ho e per questo la invito, se vuole, a riascoltarsi e a ridere. Sì, a ridere. Anzi, ridiamo in due, questa volta. Lo dico senza ironia e convinta che quando un uomo intelligente sbaglia lo sa riconoscere. Scommettiamo? Lo so, è una scommessa facile: che lei lo faccia o no, vinco comunque io. Che ci vuole fare? Sono una persona libera e anche un buon avvocato. Capita.