MA NEL CALCIO CONTA SOLO VINCERE? O NO…

Di VANNI PUZZOLO

“La squadra di Sarri gioca bene, anzi benissimo. La squadra di Mourinho gioca male, anzi malissimo. Peró è andato avanti lo United, il Napoli no. Morale della favola: innamoratevi di chi fa vincere e per vedere qualcosa di spettacolare andate al cinema. #notikitaka” .

Da uno dei tanti post di questo tipo letto ieri, è scaturita la mia voglia di ribadire e contraddire quanto sopra, senza polemica alcuna, e rispettando il parere di tutti, ma volendo sottolineare alcune cose.

Vorrei anzitutto chiarire che le vie della vittoria sono infinite, si può vincere in tanti modi, ma si può rimanere nella storia, si può diventare leggenda, oppure si può essere presto dimenticati.
Come del resto si può perdere in tanti modi, a testa alta, per sfortuna, o ignobilmente, senza neanche giocarcela.

Ci sono squadre e allenatori che hanno vinto molto, ma che non hanno fatto emozionare altrettanto, che non sono diventati leggenda, altri invece hanno vinto e sono diventati leggenda.
Sarà un caso ma il Milan di Sacchi ha vinto molto ed è diventato leggenda, il Milan di Capello ha vinto altrettanto ma non lo è diventato.

Poi credo che i tifosi, ovviamente, siano affezionati a tutti i tipi di vittorie, credo che non esistano vittorie di Serie B, però esistono vittorie che per come si sono realizzate, non le dimentichi più, come esistono cicli storici di squadre che ancora oggi scaldano il cuore di tutti quelli che amano il calcio.

Detto ciò e sapendo benissimo che tutto può essere opinabile e non assoluto, mi preme parlare e analizzare la sconfitta del Napoli con il City.

E’ abbastanza facile e banale ricondurre la prestazione del Napoli di mercoledi al solo risultato finale.
Certo è arrivata una sconfitta, anche pesante nel finale, e probabilmente anche una possibile eliminazione, che brucia.

Ma dimenticare la mezz’ora di spettacolo puro offerta dai ragazzi di Sarri, le parole di Guardiola alla fine (mai affrontato una squadra così forte, e non era solo galanteria)sarebbe oltre che ingeneroso, anche ingiusto.

Come sarebbe ingiusto dimenticare che oggi il Manchester City, è probabilmente la miglior squadra in Europa, che ha un fatturato altissimo, ha risorse inestimabili e, nonostante tutto, viene da lontano, con un percorso iniziato già diversi anni fa ma che ancora in Europa non ha trovato vittorie e che in Inghilterra ha vinto solo un titolo.

Il Napoli, invece, con uno dei fatturati più modesti in Europa, sta facendo un percorso di crescita ed è solo al secondo anno di gestione Sarri, e ha scelto di farlo attraverso il gioco, cosa non facile e che non tutti scelgono.

Sarri sta cercando di farlo attraverso un gioco che sta entusiasmando tutti,( o perlomeno quelli che amano il gioco del calcio) non ha fuoriclasse, ne aveva uno (Higuain) è stato venduto, ha diversi buoni giocatori che non hanno mai vinto nulla, e li sta tutti migliorando, li sta facendo tutti rendere al massimo, ( basti pensare a Maertens e a Insigne), lavora in una piazza atipica dov’è storicamente vincere è complicato, e si confronta con corazzate in Europa, e con la Juventus in Italia,( senza contare le altre) con a disposizione il triplo del fatturato, una storia che parla solo di vittorie, e una filosofia che racconta che “ conta solo vincere”.

Ecco io penso che già primeggiare in Italia è un mezzo miracolo, ( e lo sta già facendo), più bello ancora perché lo sta facendo attraverso un gioco così piacevole e spettacolare, che fa onore a chi lo pratica, a chi lo insegna e fa riconciliare con il calcio tutti quelli lo amano .

Certo ieri ha perso e probabilmente uscirà al primo turno dalla Champions, ma considero pure questo un passaggio, un incidente di percorso, la strada è tracciata e giocando così, i risultati e le soddisfazioni verranno sicuramente.
Il calcio di Sarri che il Napoli gioca, fa onore anche a tutti gli italiani.

Io sarei felice di avere una squadra che gioca così bene, anche quando perde come ieri sera, perché so che giocando così, sono più le volte che vinco e so che comunque mi diverto sempre.
Poi ognuno è libero di pensare che nel calcio conta solo vincere.
Per me no.