QUESTIONE DI STILE: RENZI E CASINI NON CI GUARDANO TROPPO

DI LUCA SOLDI

Capita, a volte, di parlare di stile, di forma, del rispetto delle prerogative istituzionali.
Capita in molte delle occasioni di incontro, di consultazione nella politica, di affrontare temi spinosi.
Fatti che pesano che però avrebbero dovuto essere affrontati e dibattuti con la propria base.

Non fosse altro che per rispetto di quel galateo che impone ( che imponeva ) di privilegiare i sentimenti della propria base ai salotti della finanza.

Non fosse altro per le radici di quel partito che si è sempre detto pronto a quella discussione che dovrebbe poi consentire di leggere, un passo avanti degli altri, i mali del Paese.
Ed invece ecco che improvvisamente ci si accorge che quelle banche fino a ieri benedette, oggi sono invece diventate maledette.
Succede che un risveglio di soprassalto faccia considerare alcune vecchie istituzioni di controllo ormai vecchie carrozzoni in disuso.
Succede, più banalmente che alla vigilia di un voto importante si spiazzi quelli che nei circoli avevano cercato, sudando, di difendere l’indifendibile mettendosi al fianco dei peggiori banchieri e che adesso scoprano che le ragioni di chi andava a protestare erano legittime.

Succede, dunque alla vigilia del voto siciliano che il segretario del Pd Matteo Renzi abbia voluto incontrare il presidente della Commissione di inchiesta bicamerale sul sistema bancario e finanziario, Pierferdinando Casini.
Succede che abbia voluto farlo a porte chiuse ed in un luogo istituzionale, proprio nella sede del consiglio regionale della Toscana.
Un luogo tutto fuorché del Pd.
L’incontro sarebbe durato 20 minuti e si sarebbe svolto, non si sa bene a che titolo, a porte chiuse nella stanza della presidenza dell’assemblea toscana.
L’occasione del summit sarebbe scaturita da Casini che si trovava “fortunosamente” nel capoluogo toscano per la presentazione del libro su Giorgio La Pira, il famoso e compianto ex sindaco di Firenze.
Renzi avrebbe poi lasciato palazzo Panciatichi, senza commentare: “Vado a fare la spesa”, avrebbe scherzato con i giornalisti che lo stavano aspettando fuori. Secondo quanto confidato dall’ex premier al presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, al centro del colloquio ci sarebbe stata l’attività della commissione d’inchiesta sulle banche e forse le future alleanze in vista delle elezioni del 2018.