UN PO’ TAFAZZI E UN PO’ SCHETTINO

DI VANNI CAPOCCIA

Matteo Renzi prima ha fatto una legge elettorale che ha messo il vento in poppa alla destra spianandole la strada verso la vittoria. Non contento di questo ha accettato dal grillino Di Maio una sfida elettorale da tenersi non prima, ma dopo le elezioni siciliane.

Visto che tutti i sondaggi prevedono che il confronto siciliano sarà una batosta per il Pd, Renzi arriverà alla sfida con le ossa ammaccate e con il marchio dello sconfitto che ha abbandonato a sé stesso il suo partito durante una campagna elettorale dalla quale si è tenuto il più lontano possibile.

L’impressione è che nel Pd già ci siano dubbi sull’affrontare una campagna elettorale guidata da Renzi. E che dopo le amministrative siciliane questi silenziosi dubbi saranno espressi ad alta voce, perché non pochi nel Pd appaiono solo in attesa di prendere una decisione già presa.