MOLESTIE SESSUALI, DOPO USA E GB E’ LA VOLTA DI FRANCIA E AUSTRIA

DI GIORGIO DELL’ARTI

La faccenda delle molestie sta dilagando. Dopo i molestatori americani, inglesi e italiani, ecco la volta dei molestatori francesi e austriaci, con relativi, nuovi, sputtanamenti e crisi politiche.

Crisi politiche?
Sì. La Francia, che ebbe tra i suoi grandi molestatori il maniaco Dominique Strauss-Khan, direttore del Fondo monetario e quasi presidente della repubblica francese se i suoi nemici non l’avessero incastrato grazie a una cameriera di colore dell’hotel Sofitel di Manhattan, si trova adesso alle prese conlo scandalo di Alex Loustau, consigliere nazionale del Front National e uomo vicino – dicono le fonti – alla stessa Marine Le Pen, tesoriere del movimento personale della mancata presidentessa «Jeanne». Le Monde rivela che costui, nel luglio dell’anno scorso, venne denunciato da una collaboratrice per via dei ricatti e delle minacce con cui Loustau tentava di portarsela a letto. Un’altra donna, una consigliera regionale del Front National che si chiama Aurelie Vournet, ha denunciato l’ex amante a Marine Le Pen, sostenendo che lui l’avrebbe picchiata dopo una seduta del partito. Secondo Le Monde, la Le Pen avrebbe risposto che «il culto della virilità e l’indulgenza nei confronti di ’comportamenti gallici’, secondo un’espressione utilizzata nei corridoi, può insabbiare comportamenti problematici».

E in Austria?
Peter Pilz, che oggi ha 63 anni e un tempo guidava i Verdi. Col suo nuovo movimento Pilz List (la parola Pilz in tedesco significa oltre tutto «fungo») ha appena preso quattro seggi in parlamento. Ora ha dovuto dimettersi da segretario perché una giovane lo accusa di averle messo le mani «dappertutto» nel corso di un forum ad Albach nel 2013. «Era ubriaco». Lui ha risposto: «Ho sempre combattuto per standard rigidi e questi standard si applicano anche a me». Lo accusa anche un’altra donna, una militante dei Verdi, di cose che però Pilz nega. Rivelazioni del settimanale Falter.

È finita?
No, ci sono un sacco di altre notizie, alcune delle quali riguardano l’Italia. Quella che ha più problemi è forse Theresa May, che ha già dovuto licenziare il ministro della Difesa Michael Fallon, colpevole una quindicina di anni fa di aver messo le mani sulle gambe della giornalista Julia Hartley-Brewer. Adesso sono sotto accusa Kelvin Hopkins, deputato laburista, che nega tutto «in modo assoluto e categorico» e Clive Lewis. Stanno però arrivando altri scandali, perché lo donne, a questo punto, navigano con gusto l’onda che sta travolgendo i loro tormentatori e così Theresa May,. domani, si incontrerà con i leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, laburista, e Vince Cable, liberaldemocratico per studiare un «codice di condotta restrittiva» riguardante tutti gli eletti del popolo. Per inciso, la May, al posto del licenziato Fallon, ha pronosso ministro della Difesa Gavin Williamson, campione di crudeltà mentale, il quale riceve i sottoposti facendo passeggiare sulla scrivania una tarantola di nome Cronus. Poi ci sono gli sviluppi americani. La polizia di New York dice di aver raccolto indizi sufficienti per arrestare Harvey Weinstein, che però nel frattempo s’è rifugiato in un centro dell’Arizona che cura la dipendenza dal sesso. Poi c’è Julianna Margoulis, star di The Good Wife, che ha messo in mezzo, oltre a Weinstein, anche Steven Seagal, che l’avrebbe attratta in camera sua con la sua scusa di un casting «e poi ha tirato fuori la sua pistola». Stessa cosa, più o meno, nel 1996 all’hotel Peninsula di New York, dove Weinstein la ricevette in accappatoio e alle sue spalle c’era una tavola apparecchiata con due candele accese eccetera eccetera. Intanto anche Kevin Spacey è sparito, mentre la serie House of Cards ha poche probabilità di andare avanti. Si sta pensando a un copione da cui risulti che Frank Underwood è stato ammazzato. Protagonista diventerebbe la moglie di Frank (Robin Wright).

Quale sarebbe il caso italiano?
Miriana Trevisan, a suo tempo idolo dei patiti di Non è la Rai, ha raccontato una storiaccia che riguarda Giuseppe Tornatore, il nostro premio Oscar per Nuovo cinema Paradiso.
Trevisan credeva di dover sostenere un provino per La leggenda del pianista sull’Oceano, invece Tornatore la invitò a cena (stiamo riferendo il suo racconto). «Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene. Lui mi seguì fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via. Ero entrata sentendomi una principessa, a un passo da un sogno che si realizzava, pensavo “forse farò un film con un regista premio Oscar” e sono uscita sentendomi uno straccio”». Tornatore nega tutto. La storia è uscita su Vanity Fair.

In queste vicende i giornali l’hanno fatta da protagonisti.
Sì, lo scandalo Weinstein, da cui si origina tutto, è stato rivelato da un’inchiesta del New York Times, con tanto di nomi e cognomi. Poi il New Yorker ha chiamato Asia Argento e s’è fatto raccontare quell’altro pezzo della storia. Viva i giornali, una volta tanto.