CAMPIONATO CON GARBO. ED ECCO A VOI LA GRANDE AMMUCCHIATA PER LO SCUDETTO

DI DANIELE GARBO

Sembrava un turno scontato. Invece la dodicesima giornata ha provocato brividi e sconquassi nella zona nobile della classifica. Una classifica molto corta in zona scudetto per via del rallentamento di Napoli e Inter: Lazio e Roma hanno una partita in meno e potenzialmente questo significa trovare cinque squadre racchiuse in due punti, cosa che non accadeva da parecchio tempo.

La squadra di Sarri si incarta a Verona contro il Chievo, pagando dazio alla notte di Champions League col Manchester City. Idee annebbiate e gambe imballate producono un Napoli che non è il solito Napoli arrogante, prepotente, sicuro di sé. E come succede talvolta in questi casi, Sarri la fa fuori del vaso, lamentadosi della sosta per la Nazionale, quasi a denunciare un complotto planetario contro la sua squadra. Il bravissimo tecnico toscano deve aver preso dal suo presidente l’abitudine a parlare a vanvera. Ma così facendo non aiuta certo la crescita del suo splendido progetto. Tirare un po’ il fiato non può fargli che bene, vista l’esiguità della rosa, soprattutto nel reparto avanzato. E poi l’Italia del calcio si gioca una cosa un po’ più importante dello scudetto del Napoli come il biglietto per i Mondiali di Russia 2018. Sarebbe il caso che lo ricordassero tutti. A cominciare da Sarri.

Rallenta anche l’Inter, fermata a San Siro dal Torino senza neppure l’attenuante delle fatiche europee. E gli va pure bene, perchè soltanto nel finale riesce ad agguantare il pareggio. Puo’ succedere in una giornata in cui Icardi ha le polveri bagnate e il meglio che riesce a tirar fuori dal suo repertorio è un assist geniale per Eder.

Nerazzurri scavalcati al secondo posto dalla Juventus, che non ha preso a schiaffi, come sarebbe stato lecito attendersi, il derelitto Benevento, giunto alla dodicesima sconfitta consecutiva. Allegri continua a criticare certe pause mentali dei suoi ed è alla disperata ricerca del desaparecido Dybala, appena un mese fa paragonato a Messi e Maradona, ma ora inspiegabilmente ingrigito. Per fortuna ha ritrovato la via del gol Higuain, che sembra essersi lasciato alle spalle la crisi di qualche settimana fa.

Chi invece continua a vincere e a convincere sempre più è la Roma, che inanella la dodicesima vittoria esterna consecutiva, passando a Firenze col piglio della grande squadra. Di Francesco sta creando, senza urlare ai quattro venti la propria bravura, una macchina sempre più vicina alla perfezione, in cui ogni ingranaggio fa funzionare al meglio il motore. La conferma dell’eccellente lavoro del tecnico abruzzese ha il volto del brasiliano Gerson, acquistato per 18 milioni e sbertucciato lo scorso anno come una delle peggiori bufale mai arrivate a Trigoria, al punto che ogni tentativo di cederlo è andato in fumo. Di Francesco lo ha pienamente recuperato facendolo diventare un giocatore non solo utile, ma addirittura prezioso. A Firenze ha segnato una splendida doppietta e ha dimostrato di poter far parte a pieno titolo del progetto giallorosso. Oggi il suo valore di mercato aumenta di partita in partita, ma forse la Roma non ha più fretta di venderlo al miglior offerente.

Il Milan risorge a Reggio Emilia battendo il Sassuolo con un grande Suso, autore di un gol da antologia. Montella puntella la sua panchina, ma per stare tranquillo deve trovare continuità di risultati e un gioco un po’ più brillante. In casa rossonera, lo sanno anche i sassi, aspettano Antonio Conte, che battendo il Manchester United del suo carissimo nemico Mourinho ha probabilmente allungato la sua avventura londinese sino al termine della stagione. Ma il suo futuro prossimo è sicuramente in Italia.

Continua la marcia della Sampdoria, ormai una solida realtà del campionato subito alle spalle delle grandi. Senza Skriniar e Schick, venduti a peso d’oro, Giampaolo sta riuiscendo a far meglio dello scorso anno, confermandosi tecnico di grandi capacità.

In zona salvezza, colpo grosso del Crotone a Bologna e vittoria importantissima del Cagliari sul Verona, mentre torna a far punti la Spal, che ferma l’Atalanta. Otto squadre lottano per non retrocedere. Il Benevento è ancora a caccia del suo primo punto in serie A, ma sa per salvarsi deve sperare in un evento soprannaturale al momento assolutamente imprevedibile.

Il campionato si ferma per lasciare spazio ai play off per i Mondiali di Russia 2018. L’Italia affronta la Svezia con andata a Solna venerdì 10 e ritorno a San Siro lunedì 13 novembre. Non sarà una passeggiata, questo è certo, perchè non abbiamo una nazionale al di sopra di ogni sospetto e perchè gli svedesi hanno una squadra solida, molto fisica e cattiva al punto giusto. Una volta un avversario del genere non ci avrebbe preoccupato più di tanto, perchè avremmo fatto valere la nostra superiorità tecnica. Ma oggi non è più così e siamo condannati ad avere mille dubbi. Chi non dovrebbe averne è il CT Ventura, che ormai conosce bene il materiale umano sul quale può contare, e si spera abbia esaurito gli esperimenti bizzarri tipo il 4-2-4 col quale siamo andati al massacro contro la Spagna. C’è bisogno di normalità e di umiltà. Dovessimo fallire questo appuntamento cruciale, il calcio italiano tornerebbe all’anno zero con Tavecchio e Ventura travolti dalle polemiche e costretti ale dimissioni, come avvenne con Abete e Prandelli dopo i mondiali di Brasile 2014.