LA DISTINZIONE NECESSARIA TRA VIOLENZA E MOLESTIA

DI SERENA IANNICELLI

Mi sono arrivate in privato le proteste di alcune amiche per aver detto che se Dustin Hoffmann mi avesse molestato a 17 anni, avrei scritto nel cielo Dio c’è. Mi hanno fatto tutti spiegoni su chi è debole e subisce il forte, sul corpo che è il nostro tempio ecc.
Rispondo in pubblico che faccio prima.
Per me una cosa è la violenza, condannabile di default, e un’altra la molestia, che seppur imbarazzante o sgradita, bisogna saper maneggiare. Perché non esiste nessuno, uomo o donna, bello o brutto, intelligente o stupido, giovane o vecchio, al quale non sia capitata una situazione imbarazzante. Chi si traumatizza o cova per trent’anni una vendetta, secondo me non ha un problema con “quel” fatto, ma col sesso e l’autostima . E poi, bisogna sapersi difendere, conoscere l’animo degli esseri umani in generale e del proprio in particolare, dare al sesso un valore x, ma senza sopravvalutarlo troppo. Il moralismo è una malattia dei benpensanti male informati, non c’entra col femminismo, non c’entra con la propria dignità. Non bisogna girare per il mondo come lupi, ma nemmeno come capretti a Pasqua.

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