OSTIA, QUI LA DEMOCRAZIA È LIMITATA: PICCHIATA UNA TROUPE RAI CHE INDAGA SU CASAPOUND

DI LUCA SOLDI

In un tranquillo martedì di novembre accade in Italia che una troupe di giornalisti venga colpita nel peggior sistema squadristico.
Accade nel 2017 ed accade in una di quelle zone del Paese che lo Stato sembra però aver dimenticato troppo a lungo.
Dunque nel pomeriggio di un martedì post-elettorale “due inviati di Nemo Nessuno Escluso, il giornalista Daniele Piervincenzi e il film maker Edoardo Anselmi, sono stati violentemente aggrediti a Ostia da Roberto Spada, membro della famiglia Spada, nota alle cronache per diverse inchieste giudiziarie, e da un suo sodale”.

La notizia viene resa nota dalla stessa la Rai, spiegando che la troupe del programma di Rai2 avrebbe dovuto realizzare un servizio sul voto nel municipio di Ostia. “Piervincenzi ha il setto nasale rotto e una prognosi di 30 giorni”.

Le immagini dell’aggressione colpiscono per la ferocia, per una brutalità compiute ripetutamente senza la minima percezione di aver compiuto un atto infame.

Il servizio che mostra l’aggressione andrà in onda per intero mercoledì nel corso di Nemo, su Rai2 alle 21.20 ma le fasi violente stanno già facendo il giro dei social.

“Per realizzare un servizio sul voto nel municipio di Ostia – spiega in una nota la Rai, che ha diffuso anche il video dell’aggressione – Piervincenzi è andato davanti alla palestra gestita da Roberto Spada per chiedergli un commento sul suo sostegno a Casapound, adesione dichiarata sul suo profilo Facebook qualche giorno prima delle elezioni. Dopo aver risposto a diverse domande, improvvisamente Spada ha dato una violentissima testata a Piervincenzi e l’ha rincorso, picchiandolo con un bastone. Poi, insieme a un’altra persona, si è diretto verso il film maker, sferrando calci e pugni”. Roberto Spada, al momento rischierebbe una denuncia a piede libero per lesioni o un fermo di polizia giudiziaria solo nel caso vengano riscontrate lesioni gravissime riportate dal giornalista Rai dopo l’aggressione subita ieri. Per questo gli inquirenti stanno attendendo di conoscere l’entità delle lesioni riportate dal giornalista per ridefinire eventualmente il reato. Non essendoci la flagranza di reato non può, invece, scattare l’arresto.

Roberto Spada pare non aver mostrato nessun ravvedimento neppure dopo qualche ora dal momento dall’agressione: “Perdonatemi…..io comprendo e rispetto il lavoro di tutti… dopo un’ora e mezza di continuo “non voglio rilasciare nessuna intervista”….entrava a forza in una associazione per soli soci… disturbando una sessione e spaventando mio figlio…. voi che avreste fatto??? Negli ultimi 10 giorni sono venuti almeno 30 giornalisti a scoglionare…. la pazienza ha un limite”.

Ben diverso il commento e l’amarezza del giornalista, picchiato a sangue solo per aver fatto domande su un sistema fuori da ogni controllo – “Sto male, e sono stato picchiato solo perché ho fatto delle domande…”. Dolore per la frattura, ma anche tanta amarezza: Daniele Piervincenzi, ha raccontato: “Mi ha sorriso – spiega il reporter – poi mi ha colpito violentemente con una testa sul naso, rompendomelo”. “Ieri ero a Ostia – riprende Piervincenzi – come la settimana scorsa, per fare un servizio sulle elezioni municipali per Nemo. C’è una foto in cui Roberto Spada e il candidato di Casapound sono abbracciati, quindi sono andato davanti alla palestra di Spada per chiedergli se lui appoggiava Casapound. Ero fuori, non sono entrato nella palestra, mi sono limitato ad attendere che Spada uscisse. Quando l’ho visto gli ho chiesto se confermava il suo appoggio a Casa Pound: lui prima ha risposto genericamente, sorridendo. Poi mi ha colpito violentemente con una testata sul naso, fratturandolo. Mi ha inseguito e mi ha colpito col manganello sulla schiena. Gli ho gridato, mentre il sangue usciva copiosamente dal naso, che sarebbe bastato dirmi di andarmene… Sono riuscito a proteggere l’operatore e a fuggire. Poi sono andato al Pronto Soccorso del Sant’Eugenio, dove mi hanno suturato e dato trenta giorni di prognosi”.

Solidarietà alla troupe aggredita da tutto il mondo della stampa, della politica.

Entrambi i candidati al ballottaggio che si svolgerà fra 10 giorni hanno rimarcato condanna e distanza per quanto avvenuto ma vicinanze e contaminazioni sono ben note.

Tanto note e risapute che nessuno a Ostia pare meravigliarsi più di tanto

Anche Roberto Saviano da conoscitore dei fenomeni di collusione fra gli ambienti al limite delle legalità e certi movimenti di estrema destra ha voluto stigmatizzare l’episodio di oggi.

Ma la storia di come stanno le cose a Ostia è ben nota a tutti coloro sono nati sul litorale romano, e parla di una cappa di intimidazione e illegalità che strozza le migliori intenzioni a livello sociale, economico e politico di chi vorrebbe aprire una nuova fase. Anche questa è “terra di Mafia”, dice Saviano, “come San Luca e Corleone”, dove contrastare gli Spada e Casapound “significa fare Antimafia”. La DDA sembra si stia cominciando a muovere dopo oggi, quando anche il premier Gentiloni ha manifestato il proprio sdegno e la solidarietà per il giornalista coinvolto. Forse viene da dire, per l’ultima volta, è arrivato il momento per smuovere le coscienze e infrangere l’omertà.