SCUOLA, PANE OLIO AI BAMBINI “MOROSI”

DI CHIARA FARIGU

Studenti e alunni, ancora loro a far notizia. Chat a luci rosse per i primi, pane e olio per secondi perché non in regola con i pagamenti della mensa scolastica.

Protagoniste e allo stesso tempo vittime di centinaia di selfie osé una sessantina di liceali di Modena e Reggio Emilia. Le quali avevano postato su una chat decine e decine di immagini che le ritraevano senza veli. Immagini che dovevano restare segrete ma, come spesso succede con queste diavolerie tecnologiche, sono diventate di dominio pubblico, creando non poco imbarazzo alle dirette interessate. Denunciato il fatto, le immagini verranno rimosse dal web dalla Polizia postale, ma intanto il danno è fatto.

Una semplice “fettunta” , ovvero una fetta di pane con olio e sale è il pasto alternativo al pranzo che il Comune di Montevarchi è disposto fornire ai bambini non in regola coi pagamenti della mensa scolastica. E scoppia la polemica, in quanto a farne le spese, in questo tiro alla fune tra istituzioni e famiglie, sono i bambini. Allontanati dai compagni che usufruiscono di un pasto completo per consumare quella fetta di pane con gli altri “inadempienti”. A completamento del pranzo una bottiglietta d’acqua e un po’ di frutta. “Vergogna, ha commentato qualcuno sul profilo Facebook del sindaco, non è accettabile che i bambini subiscano una discriminazione per colpa dei genitori”. “Si vergognino i furbetti che volevano far mangiare i loro figli a ufo” ribattono altri, favorevoli alla decisione presa.
“Le famiglie di cui stiamo parlando oggi sono quelle che hanno fatto i furbetti, contando sulla mancanza di controlli. Non sono famiglie bisognose, per loro il servizio di mensa e trasporto è garantito dagli assistenti sociali”, si giustifica il 1° cittadino.

Un provvedimento drastico che sarà oggetto di un’interrogazione regionale urgente. Qualunque sia il responso, è una vera vergogna far pagare ai bambini le colpe degli adulti, essere additati e guardati con sospetto in un momento altamente socializzante quant’è quello della condivisione del pasto.
Tralasciando il fatto che il pane con olio possa essere anche più saporito e salutare del pasto preconfezionato della scuola, non sarebbe il caso che il sindaco e l’amministrazione comunale, anzichè discriminare chi è senza colpe, si adoperi per sanzionare i ‘veri’ morosi, soprattutto se furbetti?

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