FABRIZIO FRIZZI IL COW BOY BUONO DI TOY STORY E’ TORNATO A CASA

DI RENATA BUONAIUTO

Sono 13mila i “like” raccolti in meno di tre ore sulla pagina Facebook da Fabrizio Frizzi, 13mila persone che ogni giorno scrutavano quella pagina ferma al 9 ottobre, quando aveva denunciato, con rammarico e rabbia, l’esistenza di un profilo fake su instagram. Poi più nulla.
Il 23 ottobre durante la registrazione di una delle puntate dell’Eredità un malore. Immediato il ricovero al Policlinico Umberto I di Roma, le voci si accavallano, c’è chi parla d’infarto, chi d’ischemia ma, Fabrizio è un uomo riservato, la sua famiglia, i suoi amici più cari lo sanno ed il silenzio diventa impenetrabile.
Seguono ore confuse, la Rai decide di sospendere la sua trasmissione, alla “Vita in diretta”, Marco Liorni e Francesca Fialdini, cercano di tranquillizzare i telespettatori, comunicando che un lieve malore ha colpito Fabrizio ma, sono certi, si riprenderà presto.
Sui social compaiono i primi messaggi di auguri, d’incoraggiamento, di affetto.
L’attesa si protrae per settimane, molti amici mi chiamano sperando io sappia qualcosa in più ma sebbene lo conosca da tanti anni non oso rompere quel muro di silenzio, mi affido ai piccoli spiragli che qualche amicizia “comune” mi offre, “sta migliorando”, “sta meglio”…l’attesa è faticosa, i brutti pensieri tanti.
Oggi finalmente un suo messaggio,
«Prima di tutto – scrive Frizzi – devo ringraziare infinitamente i medici dell’Umberto 1 che mi hanno ripreso per i capelli, poi i medici del Sant’Andrea che mi hanno rimesso in piedi e rapidamente sono stati capaci di capire da cosa il guaio era stato generato. Insieme a loro devo gratitudine eterna ai loro infermieri. Naturalmente ringrazio gli amici dell’Eredità e il medico della Dear per la rapidità del soccorso… la Rai intera, il direttore generale Orfeo per la costante vicinanza. Eppoi il fratello Carlo Conti per tutto! E ancora Grazie ai miei familiari e agli amici di una vita che mi hanno supportato in maniera incredibile».
I like salgono a 21mila…
Fabrizio è un uomo “grande” non solo per la sua altezza che supera il metro e novanta ma perché il suo cuore è grande. Donatore di midollo osseo, tanti anni fa, ha salvato una bimba, oramai donna, regalandole una speranza e poi una certezza di vita ed io so quanto anche solo la speranza possa essere un dono immenso.
Le sue partecipazioni a Telethon, sin dal 1994, hanno mostrato al grande pubblico la sua immensa sensibilità, non era raro sentire la sua voce incrinarsi e vibrare quando una storia toccava le pareti del suo cuore e lui lasciava che le attraversasse, offrendo a tutti un’emozione più profonda, più vera.
Ha permesso al dolore di scorrere sulla sua pelle perché potesse giungere a noi una richiesta d’aiuto sincera, forte, ed i risultati raggiunti durante quegli anni di raccolte fondi sono state un successo innegabile. Non si è mai difeso, mai protetto ma sempre offerto a tutti, con immensa umanità.
Sono tante le iniziative di solidarietà cui prende parte, “La casa di Andrea e di tutti i fiorellini del Mondo” ne è un esempio, la Presidente Fiorella Tosoni, così me lo descrive “Lui è sempre un gran signore, un cavaliere di altri tempi, sempre disponibile ad aiutarci”.
Si “d’altri tempi” perché la sua signorilità, il suo garbo, la sua gentilezza, sono qualità rare, specie in un mondo patinato come quello della televisione, Fabrizio è uno dei pochi che rimane dietro la telecamera sebbene l’attraversi, uno dei pochi che riesce a restare Fabrizio anche se la sua notorietà oramai gli impedisce di poter prendere anche un semplice caffè al bar.
Frizzi inizia giovanissimo la sua carriera, è in Rai sin dal 1980, i suoi successi “Scommettiamo che…?”, “Domenica in..”, “La partita del cuore”, “Miss Italia”, le fiction, il teatro. E’ doppiatore del film “Toy Story” e, la sua voce accompagna i sorrisi dei nostri figli che iniziano a conoscerlo attraverso “lo sceriffo Woody”, il cow boy buono che nel film si prende cura dei suoi amici giocattoli.
Bene Fabrizio, per una volta lascia che sia la tua famiglia, i tuoi amici, il tuo pubblico a prendersi cura di te, e torna presto perché la televisione senza te, ha un cow boy buono, in meno.