GIORNALISTI IN PRESIDIO DAVANTI PALESTRA DI SPADA: “LIBERTA’ DI LAVORARE SENZA SUBIRE VIOLENZA”

DI ANNA LISA MINUTILLO

Non si è fatta attendere la reazione da parte dei cronisti di differenti testate, siti web e tv all’aggressione immotivata e violenta toccata a Daniele Piervincenzi ed al suo operatore Edoardo Anselmi, mentre erano intenti a svolgere il loro lavoro in via Forni ad Ostia, davanti alla palestra di Roberto Spada che stava appunto intervistando.
I colleghi hanno deciso di ritrovarsi proprio nel luogo in cui è accaduto il fatto per dimostrare di non avere paura ma anche per smuovere le reazioni degli abitanti del quartiere e raccogliere le loro opinioni su quanto accaduto.
L’aggressione di Roberto Spada alla troupe di Nemo è inaccettabile per qualunque Paese civile.
Così come è sacrosanta la libertà di lavorare senza essere aggrediti, sottolineando che non si può e non si deve accettare una tale brutale arroganza.
Clan mafiosi, una politica mal gestita, Casapound presente ad Ostia con la sua realtà, cittadini che si sentono abbandonati e che hanno anche poca voglia di rilasciare dichiarazioni, una situazione che non va lasciata allo sbando e che si intreccia con quella di chi per svolgere il suo lavoro non deve vedere la persona esposta a rischi pesanti come questo.
La testata al naso riservata a Piervincenzi avrebbe potuto sfociare in qualcosa di più pesante .
L’aggressione di Spada comunque si è concluso con il fermo di giovedì pomeriggio su disposizione dei pm di Roma Giovanni Musarò e Ilaria Calò con l’accusa di lesioni aggravate e violenza privata con l’aggravante di aver agito in un contesto mafioso, in base all’articolo 7 della legge 203/91.
Spada si trova nel carcere romano di Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, atteso sabato mattina e durante il quale i pubblici ministeri chiederanno la convalida del fermo.
La mafia, le intimidazioni non devono fermare la libertà di stampa, perché perdere la possibilità di esprimersi equivale a morire.