PER PUNIRE I GENITORI MOROSI ALLA MATERNA DI MONTEVARCHI BAMBINI A PANE E OLIO

DI VANNI CAPOCCIA

La condivisione del cibo, prepararsi al momento del pasto, mangiare insieme lo stesso cibo allo stesso tavolo è uno dei principali atti pedagogici che i bambini vivono all’asilo e alla materna.

È l’inizio di una lunga fase della vita nella quale incominciano a distaccarsi dai genitori ed in particolare dalla madre. Un momento di socializzazione necessario per quanto delicato che richiede alle maestre attenzione. Sopratutto pretende che gli adulti non entrino dentro questo atto educativo a gamba tesa come ha fatto la sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai.

Per punire alcuni genitori morosi ha pensato bene di farlo attraverso i loro figlioli messi a pane e olio, acqua ed un frutto da mangiare in un tavolo separato da quello degli altri bambini.

Una discriminazione che potrebbe avere ripercussioni psicologiche dannose che la sindaca dovrebbe ben conoscere visto che è psicologa. E che – andando contro principi di uguaglianza, giustizia, solidarietà scritti nella nostra Costituzione – va a toccare il senso di appartenenza dei bambini alla comunità della scuola con il rischio di ripercussioni negative nell’avanzare della formazione scolastica.

Ed è un vero peccato che due alimenti preziosi come il pane e l’olio siano stati usati come cibo “punitivo”. Perché, visto il periodo della spremitura delle olive, se le maestre avessero organizzato un pasto uguale per tutti a pane e olio nuovo, con i bambini che tornavano a casa tutti unti sarebbe stato un bel momento didattico, organizzato per conoscere insieme e non per punire alcuni.

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