A PISTOIA, SDEGNO SU SDEGNO VERSO CHI REMA CONTRO DON MASSIMO

DI LUCA SOLDI

 

Don Massimo Biancalani, il parroco di Pistoia con il suo impegno a favore dell’integrazione dei migranti continua ad essere al centro di nuove polemiche.
Tutto era iniziato con quel bagno in piscina che don Massimo aveva offerto come riconoscimento al lavoro ai suoi ragazzi. O meglio, tutto era iniziato prima quando la comunità della parrocchia aveva deciso di ospitare quei giovani provenienti dall’Africa. Aver seguito le indicazioni, il cammino di Papa Francesco, sul dovere di ogni comunità credente ad ospitare il popolo dei migranti, aveva destato scandalo.
Scandalo e disturbo che la peggior destra aveva cavalcato intralciando e disturbando don Massimo.
Minacce, volantini ed avvertimenti mafiosi erano piovuti sulla comunità di Vicofaro e sul suo parroco.
Il bagno in piscina aveva poi innescato una vera bomba che aveva travalicato i confini del comune e dilagato in tutto il Paese. Era intervenuta la voce di condanna di Matteo Salvini, di tutto lo schieramento della destra ed infine il tristissimo è delirante attacco di Forza Nuova che aveva fatto la passerella di fronte alle telecamere nazionali per andare ad ascoltare l’omelia festiva del pericoloso parroco.
Adesso ad alcuni mesi da quei fatti ecco arrivare nuovi attacchi, subdoli ma altrettanto devastanti per il clima che fanno montare.
Eventi che accumulano sdegno su sdegno per quanto avviene a Pistoia, in quella parrocchia dove far vincere la “bellezza” potrebbe essere facile e sarebbe soprattutto di conforto per tutta la Diocesi della città Toscana.
Ci sono stati i fatti tristi, i momenti bui dei mesi scorsi.
C’è stata però anche tanta voglia di reagire, di sentirsi vicino a quel prete, a quei ragazzi, a quanti continuano ad impegnarsi, in quella comunità, verso quei figli ormai diventati loro.
Ma intorno, la città non reagisce come dovrebbe e non certo per “merito” di Forza Nuova.
Ci sono altri ambienti, altri luoghi che vedono come fumo negli occhi qualsiasi cosa possa uscire fuori da quel luogo dedicato agli ultimi degli ultimi e non solo.
I recenti tristi accadimenti questa volta sono legati al fatto che in quel luogo, adesso, si prosegue nel voler dare insegnamento di parola e bagaglio di mestieri.
Mestieri come il sarto, il cuoco, il fornaio, il pizzaiolo, il pasticcere.
Occupazioni che disturbano i benpensanti di Pistoia, come del resto potrebbe valere così anche per altre città impaurite.
Così preoccupa che quei giovani adesso gestiscano, curino e facciano funzionare una pizzeria qualche ora, al sabato sera, proprio nei locali della parrocchia.
Disturba che quei giovani possano portare via del lavoro, come preoccuperebbe lo stesso, questi signori, se questi giovani di colore fossero a bighellonare in giro.
Cosi le malelingue fanno arrivare il messaggio a don Massimo, avvertendolo di nuovo di lasciar questi ragazzi già persi al loro destino naturale.
Un vergognoso sentimento che esce allo scoperto in qualcuno, mentre in altri rimane un solo un po’ soffocato dalla coscienza.
Ed ecco che per smentire, per condannare quei tristi atteggiamenti, la miglior cosa non può essere che andare in quella pizzeria e gustare quello che da altre parti non possono offrire: un impasto fatto lievitare con l’amore, portato avanti nella conoscenza e nella condivisione di lavoro ed impegno. Senza voler togliere spazio ad altri semmai aggiungendolo per tutti.
In una vera lezione di calda intimità che in altri luoghi non ha casa.