SINISTRA. MEGLIO UNITI CHE SPARPAGLIATI

DI LUCIO GIORDANO

Certo, le modalità lasciano perplessi. Convocare il 2 dicembre l’assemblea costituente del nuovo partito di sinistra, senza consultare la base, non è il massimo della trasparenza.  E anche il rischio che Mdp prenda il sopravvento sulle altre forze politiche, da Si a Possibile,  qualche timore lo porta. Ma è indubbio che al punto in cui siamo non si può andare troppo per il sottile. Non dimentichiamoci che lì fuori c’è una destra liberista e reazionaria che mette paura solo a guardarla. Non dimentichiamo che lì fuori c’è un Renzi che ha distrutto  il tessuto sociale di un’intera nazione, facendo approvare a forza leggi come il jobs act o la buona scuola. Ci sono partiti come quelli di Berlusconi  Salvini , la Meloni, che nel loro triennio d’oro, dal 2008 al 2011, hanno spogliato delle ricchezze gli italiani e che appena ne hanno avuto l’occasione, in Sicilia,  sono tornati alla ribalta solo grazie al pacchetto voti degli impresentabili. Non dimentichiamo che lì fuori c’è la violenza di Casapound e Forza Nuova, gli alleati , non solo ideologici  ma anche elettorali, di Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

Siamo ben oltre la mucca in giardino, insomma. Siamo alla difesa della democrazia, con sei partiti di destra, dalla dc 2.0 di Renzi, fino a Fn  che, potendo, la democrazia l’avrebbero distrutta da un pezzo. Certo, volendo chiedere la luna,nonostante i chiari di luna, il programma del nuovo partito di sinistra dovrebbe essere il più radicale possibile, in discontinuità con la disastrosa linea Blair del Pd di questi ultimi anni, in cui, inutile negarlo, Mdp ha le sue responsabilità. Ma è chiaro che al momento non si può davvero pretendere di guardare troppo per il sottile. Chi ha smesso di votare o ha votato 5 stelle, tra gli elettori di sinistra, lo ha fatto proprio per protesta contro la mutazione genetica del partito in mano a Renzi. Già solo sapere che c’è finalmente un partito di sinistra sinistra in difesa degli ultimi, porterebbe al voto e alla partecipazione politica se non  di tutti almeno della metà di quel 50 per cento che il giorno delle elezioni  preferisce andare al mare.

Poi sarà l’auspicata correttezza e il lavoro di sintesi tra le varie componenti a fare la differenza, a dare le linee guida di un programma che non può prescindere da alcuni cardini come la salute pubblica e gratuita, l’istruzione ( idem), la lotta ai grandi evasori fiscali, il rilancio del ruolo statale nel mondo del lavoro e del salario minimo garantito. Su queste basi, cercando di lavorare nella maniera più inclusiva possibile, c’è spazio per la lista Tsipras o per Rc , ricordando che l’intervento  del suo segretario Maurizio Acerbo,  al Teatro Brancaccio del 17 giugno scorso, è stato tra i più applauditi dalla base di sinistra. Non c’è spazio, invece per la richiesta di unità del centro sinistra fatta anche oggi al programma in Mezz’ora da Veltroni. Semplicemente perchè il centro-sinistra è morto e sepolto. Servono proposte, non certo leader per spartirsi poltrone, sia assolutamente chiaro. Al contrario,  meglio lasciar perdere e condannarsi all’irrilevanza, visto che oggi in Europa gli unici partiti di sinistra che funzionano, quello di Melanchon o di Corbyn, parlano apertamente con il cuore a sinistra.

Ovvio, le differenze ci sono e sono notevoli. Ma andare sparpagliati alle urne non servirebbe. Anzi, sarebbe deleterio. Altrettanto ovvio: non si illuda di governare, il nuovo partito progressista,  in questa fase politica. A dispetto di chi ne ha paura come i renziani che prevedono un 3 per cento di voti per esorcizzare il terrore di finire loro ad una cifra, nella primavera prossima, questa nuova sinistra ha un bacino elettorale tra il 15 e il 20 per cento assicurato. E con quella cifra  si può fare un’ ottima opposizione. Che, volendo essere utilitaristici, è anche conveniente stare all’opposizione, visto il lavoro immane che attende il nuovo governo per risollevare le sorti di un paese annichilito dalle politiche barbare di Renzi, Berlusconi, Salvini, Meloni.

Opposizione forte e costruttiva, dunque. A meno che non si pensi ad alleanze per andare a Palazzo Chigi. Guardandosi intorno il panorama però è desolante. La destra radicale, razzista, liberista di Berlusconi, Meloni e Salvini, che soffia sul fuoco di questa feroce guerra tra poveri, è distante anni luce: Il centro sinistra, come detto, è morto e sepolto. Restano solo i 5 stelle. Che non sono il massimo, va detto subito. Che hanno una componente di destra determinata ad annientare il progetto originario del Movimento di Grillo. E’ altrettanto vero, però, che alla prova dei fatti, in parlamento in questi ultimi anni i 5 stelle e sinistra italiana si sono trovati puntualmente all’opposizione su tutti i temi. E questo, qualcosa, vorrà pur dire.