DISAGIO

DI FLAVIA FRATELLO

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Lo confesso: il tweet di Asia Argento rivolto a Fausto Brizzi “querelaci a tutte! non ci fai paura!” mi mette a disagio.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui una sacrosanta battaglia contro l’abuso di potere, il ricatto sessista, la violenza, si sta sviluppando.
Non è facendo terra bruciata, diffondendo voci incontrollate, generando sospetti che si affronta e risolve un tema cosi importante.
E invece è qui che stiamo andando a parare.
Forse ha ragione chi sostiene che è tutta solo una questione di marketing: i nomi noti fanno notizia, se ne parla, generano articoli, trasmissioni, e dunque fatturato.
Ma il risultato è che la vera questione, il vero tema che lo ripeto è quello dell’abuso di potere e del ricatto sessista non viene davvero affrontato.
Non ne faccio, e l’ho già detto più volte, una questione di tempi: puoi denunciare fra uno, due o vent’anni, non è questo il punto.
Non sto a sindacare perchè,i motivi li sai tu.
Avevi paura, pensavi non ti credessero, non avevi piena consapevolezza di ciò che era accaduto, le ragioni possono essere tantissime.
Ma se una mattina mi sveglio e dico che Tizio ha rubato devo anche dimostrarlo.
Altrimenti mi becco una querela.
E lo stesso deve valere per accuse come quelle di ricatti sessisti, molestie, stupri.
Non ci può essere sospensione del diritto, non funziona cosi.
Come non può essere che pur in assenza di una denuncia che sia una, ma solo di un generico ritratto “un regista sui quarant’anni, romano”, qualcuno decida che si parla di Brizzi e quest’ultimo sia costretto a smentire, chiamare in ballo l’avvocato e per tutta risposta si vede fatto oggetto di un Tweet che gli intima ” querelaci a tutte! Non ci fai paura”.
Non si può sostituire l’orrore del ricatto sessista a quello dell’intimidazione.
Della gogna per tutti.