ITALIA-SVEZIA, FORSE SERVIRA’ UN MIRACOLO

DI MICHELE PIZZOLATO

Italia – Svezia. Dover penare con la Svezia e per di più con una delle peggiori degli ultimi 20 anni dice tutto. Dice che magari poi si ribalta il risultato, ma che la nazionale è messa malissimo. Non c’è un blocco di giocatori, a garantire un gioco, ricordiamo quello Juventus degli anni 80, o quello Milan degli anni 90 e oltre e non ci sono grandi giocatori a garantire la giocata. Non ci sono giocatori che saltano l’uomo, eccezione Insigne che però fuori dal Napoli si perde un poco, noi si ricordano i Bruno Conti, i Donadoni; non ci sono centrocampisti in grado di fare l’ultimo passaggio, la verticalizzazione geniale: Verratti forse in Francia è decisivo, quello che vediamo in nazionale è un giocatore assolutamente nella media il confronto con Pirlo – anche vecchio – è imbarazzante. La difesa è sempre meno impenetrabile, frutto di annate intere senza trovare un difensore degno di questo nome. uno che difenda come dio comanda, non uno che imposti o faccia gol che sappia bloccare. Ricordo Baresi. Grandissima classe ma prima di tutto grandissimo e durissimo difensore, contrasto pesantissimo  nei primi 10 metri scatto olimpionico, concentrazione totale. E in attacco ricordiamo che pochi anni fa faceva fatica a trovare spazio un certo Inzaghi, che oggi sarebbe il Dio della squadra. Speriamo perché a tutti quelli della mia età è rimasto il mito del 1982: squadra pessima che si qualifica al secondo turno grazie alla differenza reti segnate e poi si trasforma – per uno dei miracoli che succedono a volte nel calcio e che ne fanno uno sport più affascinante di altri – e vince il mondiale. Ma i miracoli mi sa che succedono una volta nella vita…

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