C’E’ QUALCUNO IN ITALIA CHE SA FARE UN’INCHIESTA VERA?

DI LUCA MARTINI

 

Cercavo di capire che cosa mi disturbava da un punto di vista puramente mediatico sulla mappatura dei più infidi divani da produttore e dei loft traditori dei registi in sentore da porno provino. E mi chiedevo: ma possibile che in Italia i giornalisti più bravi, alla luce delle pure notizie, siano le Iene?

Ovvero: in America il caso Weinstein nasce da poderosa inchiesta del New Yorker, fatta come il NY comanda. Da noi rimbalza come un ping pong di pareri. Rincorsa ai personaggi segnalati via USA per intervista. Editorialisti che compulsano e commentano tutti i giorni volatili tweet di celebs e rilanciano effimere campagne social. Altri intervistatori che chiedono ad altri registi: secondo lei come butta? Ma sarà vero?

Intanto si dice su Vanity Fair e altrove che c’è nel cinema italiano un uomo nero. I giornalisti tradizionali studiano gli oroscopi di cineasti e maestranze italiche, incrociano dati, fanno oroscopi, mentre le Iene, con spregiudicato talento sondaggistico, svolgono un’indagine a tappeto e svelano subito un nome e cognome suffragato da una decina di testimonianze. Insomma arrivano prima.

Gente sveglia, le Iene, ma sono in fondo – chi se lo scorda – le stesse Iene, gli stessi giornalisti cioè, che hanno incensato un Vannoni e ci hanno terrorizzato con Blue Whale, senza poi fare ammenda anzi tutt’altro… Domanda: c’è qualcuno in Italia che sa fare nel 2017 un’inchiesta vera e propria, anche un po’ old fashioned magari, oppure dobbiamo affidarci sempre e come al solito, con i rischi del caso, agli sgangherati e spettacolari uomini in black di Italia1?