LA WARNER LO SCARICA E BRIZZI SI AUTOSOSPENDE

DI RENATA BUONAIUTO

Il solito cinepanettone che ogni anno non sorprende ma accompagna i nostri Natale, “Poveri ma ricchissimi” prodotto dalla Warner Bros Italia è confermato. Dal 14 dicembre sarà in tutte le sale chi non ci sarà è Brizzi, il regista ha infatti visto “misteriosamente” scomparire il suo nome dai credits. Una nota successiva della Warner ha poi informato che sono sospese tutte le future collaborazioni con il regista.
Perché è presto detto, un servizio delle “Iene” ad opera di Dino Giarrusso, ha denunciato Fausto Brizzi di molestie sessuali ai danni di aspiranti attrici, circa una decina le testimonianze ascoltate, tutte ragazze che confermano le violenze subite ed anche la modalità delle stesse.
Ma chi è Fausto Brizzi? Un giovane nemmeno 50enne, ne compirà 49 domani, della Roma bene, padre avvocato, madre dirigente ministeriale, appassionato di cinematografia e sceneggiatura, si diploma al “Centro Sperimentale di Cinematografia” e già dal 1998 vede scorrere il suo nome fra i titoli di testa di fiction e film. Raggiunge ottimi risultati, 10 candidature al David di Donatello, Telegatto, Ciak d’oro, pubblica racconti sul “Messaggero” ed intanto partecipa attivamente anche alla vita politica del paese, contribuendo ad iniziative e progetti del PD.
E’ sposato dal 2014 con Claudia Zanella, attrice fiorentina “vegana” a cui dedicherà il libro “Ho sposato una vegana”. Hanno una figlia Penelope Nina ed è proprio a lei che penso mentre scrivo queste poche righe, a Penelope che oggi ha poco piu’ di un anno ma che fra un po’ leggerà, vedrà, capirà queste accuse infamanti rivolte a suo padre.
Fausto Brizzi, nega ogni accusa, dichiarando di non aver mai avuto rapporti non consenzienti, almeno lui “ricorda”!
Certo è che se il consenso viene estorto o ottenuto alla luce di promesse o intimidazioni, sarà difficile difenderlo, intanto lui si sospende da tutte le sue attività lavorative ed imprenditoriali, forse intende usare questo tempo per un lungo ed attento esame di coscienza, chissà io gli consiglierei intanto di riflettere bene su quello che ha o non ha fatto perché fra poco ci sarà un giudice molto più temibile a chiedere “perche?” e in quel caso non basterà sospendersi.