VILE SVEZIA, TU UCCIDI UN PAESE MORTO

DI GIULIETTO CHIESA

L'”Italia” di ieri sera, al Meazza, somigliava all’Italia vera. Allo Stivale scalcagnato che è diventata. Si era cominciato male, da cafoni maleducati, da caproni evirati, fischiando, in massa, in gregge, l’inno svedese. Con i telecronisti che se ne sono stati zitti per interi minuti, nel timore di dire ai caproni senza palle che erano dei caproni (chissà mai che qualche dirigente della Lega Calcio non venisse a protestare in nome dei caproni offesi). Si è finito con le lacrime di Buffon. Commoventi. Ma uno che non è ancora diventato un caprone potrebbe porsi una domanda: ma quale squadra nazionale di calcio può venire fuori da questo letamaio, se le squadre italiane sono di proprietà cinese? Se svendi tutto, anche le mutande, anche l’acqua, anche le municipalizzate, anche le banche, ad acquirenti stranieri, come puoi sperare di vincere qualche cosa?