FIGC, CONCLUSO IL VERTICE. UFFICIALE: ESONERATO VENTURA. TAVECCHIO RIMANE, PER ORA. ANCELOTTI IL FUTURO

Di VANNI PUZZOLO

La riunione in Federcalcio è durata due ore. Tavecchio non si è dimesso e ha incassato la fiducia. I colloqui col prossimo ct continuano, mentre il Dg Michele Uva, ha provveduto ad esonerare Ventura.

Il Giorno del Giudizio è durato due ore, dalle 16 alle 18.

Senza terremoti politici: Il presidente Carlo Tavecchio rimane al suo posto di presidente, confermato  l’atteso addio al ct Ventura, che chiude qui la sua avventura azzurra.
E la rincorsa a Carlo Ancelotti, candidato numero uno (probabilmente unico) a occupare la panchina da ct.
Non è il tempo di ribaltoni federali, con le Leghe commissariate e un 2018 senza Mondiale.

VERTICE CONCLUSO DOPO 2 ORE

Dure ore. Tanto è durata la riunione in Federcalcio, sciolta alle 18. La sintesi è quella emersa nel corso della giornata. Ovvero: Tavecchio resta al suo posto di presidente, non ha rassegnato le dimissioni (Malagò ieri le aveva invocate), ha incassato la fiducia dei presidenti di Settore (Leghe, arbitri e calciatori) che temevano  il “vuoto di potere”.

E ha messo in moto la procedura per sancire l’addio a Gian Piero Ventura che ha rifiutato di dare le dimissioni, e la marcia di avvicinamento al prossimo ct, Carlo Ancelotti.

TOMMASI (AIC): “TAVECCHIO NON SI DIMETTE”

Incassata la fiducia preventiva, Tavecchio ha parlato nella sala riunioni.
E Damiano Tommasi (Aic), uscendo alle 17,30 ha spiegato: “Tavecchio non si dimette”. Non che le dimissioni del presidente fossero state messe in preventivo, e questo è il senso della posizione del numero uno della Federcalcio che intende portare avanti il suo progetto, il suo programma per tutto il calcio, non solo della Nazionale.

TAVECCHIO INCASSA LA FIDUCIA

Prima di varcare la soglia della sala riunioni, le parole dei protagonisti.
Indirizzate, tutte, verso la “non sfiducia” a Carlo Tavecchio. Renzo Ulivieri, (Allenatori: “La fiducia a Tavecchio? Ho fiducia nel programma. Ora parliamo per capire la situazione”) .

Nicchi (Arbitri): “Noi arbitri al Mondiale di Russia ci saremo. Tavecchio? Noi siamo abituati a distribuire cartellini rossi e gialli. Ma prima vogliamo parlare e capire”.

Gravina (Lega Pro): “Tavecchio? Tocca  a lui decidere. Io dico che un vuoto di potere, fra l’altro Tavecchio è anche commissario della Lega di A, sarebbe gravissimo in questo momento”.

VERTICE FEDERALE: ORE 16, SI COMINCIA
Appuntamento per le ore 16. Si comincia. Senza Ventura, il ct (quasi ex) è rimasto a casa sua.

Tocca al dg della Federcalcio, Michele Uva, chiudere il rapporto di lavoro col tecnico, la scelta fra esonero e dimissioni: comunque sia, ma  Ventura non si è dimesso.

Poi, la relazione di Carlo Tavecchio che farà il punto sulla situazione tecnica venutasi a creare nella Nazionale, affrontando anche la questione-Ancelotti. Non si prevedono, al momento, palesi mozioni di sfiducia nei confronti del presidente federale, la cui posizione è stata messa in discussione dal vertice dello sport italiano.

LA STRATEGIA DI TAVECCHIO

Forte dell’appoggio del presidente della Fifa Infantino (“è aperto e innovativo”) e del sostegno di alcuni grandi club della Serie A (non scordiamo che è commissario della Lega di A, carica fondamentale in questo momento) Carlo Tavecchio intende rimanere in sella e programma la rivoluzione azzurra.

Ancelotti ct è la carta fondamentale del suo progetto.
Lo fu anche con Conte.
Capire se può bastare per tenersi stretto il consenso che Malagò ha messo a dura prova è da capire.
C’è chi spinge per cambiare, magari non dall’oggi al domani. Il nome del successore di Tavecchio è quello di Cosimo Sibilia, 58 anni, vicepresidente della Figc e a capo della Lega Dilettanti (come lo era Tavecchio).

QUANTO VALE L’ADDIO DI VENTURA
A pagare, è scontato, è stato il ct Gian Piero Ventura, che però ha respinto le dimissioni chiestegli da Tavecchio e non ha voluto rinunciare a ciò che resta del contratto fino a giugno 2018 (700-800 mila euro).
I due anni aggiunti di contratto fino al 30 giugno 2020, sanciti la scorsa estate, facevano parte di un patto con una condizione inderogabile: partecipare ai Mondiali di Russia.

Non sono arrivati, quel contratto aggiunto non vale.

ANCELOTTI DIRA’ SI’. E MALDINI…
Ancelotti è il primo nome per ricostruire la Nazionale, con il doppio obiettivo Euro 2020 e Mondiale 2022.
Nelle ultime ore c’è stata una apertura dell’ex tecnico del Bayern, l’unico libero tra i big subito circolati dopo il triplice fischio di Lahoz (Conte, Mancini e Allegri gli altri papabili, tutti sotto contratto almeno fino alla prossima estate).

L’ingaggio di Carletto, si sa, è fuori dal tetto di stipendi della Federcalcio.
La Nazionale, però, ha un fascino tutto suo. Si parla anche di Paolo Maldini al suo fianco, in quale ruolo è da capire, anche perché l’ex capitano azzurro di ruoli di immagine non ne vuole sentir parlare.

Staremo a vedere, l’impressione è  che per ora sia caduta solo la testa più facile, ma che la resa dei conti, non sia terminata.