ALMAVIVA, REINTEGRO PER 153 DIPENDENTI: LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Il giudice del lavoro di Roma ha stabilito con un’ordinanza che : “I licenziamenti di Almaviva sono illegittimi”. Ha di fatto condannato la società a reintegrare i dipendenti licenziati ed al risarcimento per i danni subiti con un’indennità pari agli stipendi maturati dal giorno del licenziamento fino al reintegro. La decisione riguarda 153 lavoratori. Il giudice ha inoltre sottolineato che è stato “discriminato chi non ha accettato il taglio del salario”.
La scelta di Almaviva, che ha complessivamente lasciato a casa 1.666 persone nello stabilimento di Roma, “si risolve in una vera e propria illegittima discriminazione: chi non accetta di vedersi abbattere la retribuzione (a parità di orario e di mansioni) e lo stesso tfr, in spregio” alle norme del codice civile e costituzionali “ancora vigenti, viene licenziato e chi accetta viene invece salvato”. A scriverlo è il giudice del lavoro di Roma Umberto Buonassisi, nell’ordinanza su Almaviva.
Il governo, invece, si è limitato ad assecondare i piani della società investendo circa 8 milioni di euro al fine di ricollocare tutti i lavoratori, attraverso l’Anpal, la nuova agenzia delle politiche attive. Questo intervento prevede tre diversi strumenti di incentivazione: stanziando la somma da investire per ogni lavoratore fino a 15mila euro. 5mila euro di assegno di ricollocazione andranno alle società di collocamento solo in caso di esito positivo, mentre alle società che si occuperanno della formazione del lavoratore, saranno destinati fino a 2mila euro. Per le aziende che assumeranno lo stesso lavoratore, rigorosamente con contratto a tempo indeterminato, fino a 8mila euro. Tra i lavoratori vi è comunque molto scetticismo al quale si aggiunge il timore che una volta finita la riqualificazione ed i soldi messi a disposizione, si possano ritrovare nuovamente senza lavoro.
AlmavivaContact replica all’ordinanza del giudice con una nota in cui sostiene quanto segue: “mantenendo ferma la convinzione del proprio corretto operato, si darà ovviamente attuazione all’ordinanza – riammettendo i lavoratori presso le sedi disponibili, tenendo conto che il sito operativo di Roma è chiuso – ma la impugnerà immediatamente, al fine di revocarne gli effetti in tempi brevi”. Nella nota, Almaviva ricorda inoltre che 9 giudici su 10 hanno dichiarato “pienamente legittima la condotta aziendale”.
La società che si occupa di call center è stata al centro di un duro braccio di ferro sindacale culminato con un licenziamento di massa, intanto si attende il 15 Dicembre data in cui è attesa un’altra decisione che interesserebbe altre 90 persone.