MOLESTIE SESSUALI

DI PAOLO DI MIZIO

Mi è piaciuto molto il gesto della moglie del regista Fausto Brizzi che si è schierata a difesa del marito e oltretutto lo ha fatto con gli argomenti giusti.
Dieci ragazze, attrici o aspiranti attrici, lo accusano di molestie sessuali. Ma nessuna esibisce una minima prova, tutto rimane appeso alla loro parola contro la parola di lui. Eppure sembra che i giornali e i salotti televisivi abbiano già deciso che lui è colpevole e che vada massacrato ad ogni costo, senza dubbi, senza pietà.
Dice Claudia Tanella, moglie di Brizzi e attrice anche lei: “Queste accuse formulate in tv, nei salotti televisivi di trasmissioni di gossip, senza nessuna garanzia, possono distruggere la carriera di un uomo, il suo matrimonio e la sua esistenza”.
E ha perfettamente ragione. Io non so se Brizzi sia innocente o meno. Ma una volta, se non sbaglio, nei paesi civili i processi si facevano nei tribunali. E se si accusava qualcuno di un reato, bisognava portare le prove o almeno tre indizi. E se non c’erano le prove o tre indizi concordanti, l’imputato era giudicato innocente, o no? A me queste denunce a scoppio ritardato di 10, 20, o 30 anni, mi fanno venire la pelle d’oca. Dicono tutte: non ho denunciato perché se no lui poteva stroncare la mia carriera…. No, se lui era colpevole andava in galera e non ti poteva stroncare la carriera. Se non hai denunciato, hai comunque fatto un baratto: il tuo silenzio in cambio di una sua non ostilità.In altre parole è come se uno dicesse: “Trent’anni ha ho visto il mio capo ufficio rubare i soldi dalla cassaforte dell’azienda”. E perché non l’hai denunciato? “Perché poteva stroncare la mia carriera in azienda”…. Benissimo, allora hai barattato un suo reato per un tuo vantaggio. Lui è colpevole di furto e tu sei colpevole di complicità nel furto.Ammiro invece la ragazza italiana che per prima ha denunciato Weinstein, e lo ha denunciato subito (non dopo 30 anni) e poi, d’accordo con la polizia ,ha registrato una sua telefonata a Weinstein che lo incastra. Lei è stata coraggiosa e onesta. Nessun baratto, un comportamento chiaro:una studentessa di un’accademia di recitazione accusa Brizzi, che insegnava in quell’accademia, di averci provato con lei, ma non è neppure sicura che ci abbia provato. Questo il testo della sua dichiarazione (da Lastampa.it) “Una di loro [una delle studentesse] racconta che, un anno fa, a lei aveva indicato la strada da seguire e solo verso la fine aveva accennato ai massaggi e l’aveva spronata a essere «disposta a tutto». «Non sapevo a che cosa si riferisse, non ha detto nient’altro, a quel punto, però, non mi sentivo neanche tanto a mio agio e ho preferito che l’incontro finisse». Insomma, l’accusa è che non si sentiva a suo agio. Ammettiamo che Brizzi “ci avesse provato”: è reato? E’ una cosa così spregevole? Non l’ha toccata, non le ha messo el mani addosso, non l’0ha violentata, non l’ha minacciata…. Ma allora che devono fare gli uomini per proporsi a una donna? Solo con un mazzo di fiori, tutto il resto è proibito? Anche parlare?