E ORA CASAPOUND RUBA VOTI A LEGA NORD E FRATELLI D’ITALIA

DI LUCIO GIORDANO

Al posto di Salvini e della Meloni, non mi sentirei affatto tranquillo. La testata di Roberto Spada al cronista Daniele Piervincenzi  ha regalato infatti  il quarto d’ora di notorietà che serviva a Casapound, per farsi conoscere dagli italiani.  Da una settimana a questa parte, in molti in effetti sanno chi sono quelli del Movimento guidato da  Simone Di Stefano.  Li ha sdoganati prima Piazza Pulita, poi ci ha pensato domenica scorsa  Lucia Annunziata . Per finire, anche il Corriere della sera,  il giornale della borghesia liberale e conservatrice del Paese,  ha intervistato proprio oggi il suo leader,  dedicandogli un articolo a tutta pagina.

Certo, se non ci fosse stata quella testata, scattata alla domanda se il clan mafioso degli Spada appoggiasse o meno Casapound, quasi sicuramente Di Stefano e i suoi avrebbero continuato a vivere in una sorta di semiclandestinità politica, cercando di migliorare quello 0, 13, pari a 47 mila elettori in tutta Italia, conquistato alle politiche del 2013.  Ma è probabile che, nonostante il sorprendente risultato di Ostia di due settimane fa,  per puntare i riflettori sul movimento che si dichiara apertamente neo fascista, ci sarebbe voluto molto tempo ancora. E invece, in pochi giorni Di Stefano si è guadagnato la ribalta politica ed ha stritolato mediaticamente l’altro suo avversario di destra estrema, quel Forza Nuova fondato da Roberto Fiore e Massimo Morsello,  entrambi considerati, un tempo, molto vicini al terrorismo nero dei Nar.

No euro,  pro Trump, via gli immigrati, eccetera eccetera.  Come potete notare, per Casapound e Forza nuova  le posizioni sono né più né meno le stesse  dell’estrema destra italiana, e cioè Lega Nord e Fratelli d’Italia, più le frange barricadere dei ‘berluscones’ . Con un vantaggio non da poco: Casapound inneggia senza pudore al fascismo.  ” Siamo gli eredi della Repubblica Sociale e dell’ Msi”, ha risposto  al cronista del Corriere della sera, Simone Di Stefano. Così:  lontano da iprocrisie, senza nascondere il proprio pensiero .

Il problema per la Meloni e Salvini è esattamente questo. Loro, che pur viaggiando  sugli stessi binari ideologici,  si sono guardati bene dall’inneggiare al Duce come fa il leader di CasaPound, rischiano ora di veder polverizzato il proprio consenso elettorale. Perchè, poche storie e senza prenderci tanto in giro: chi vota o votava per quei due partiti, qualche nostalgia di Mussolini ce l’ha. In un recente passato si è  legato al carro di Fratelli d’Italia, e al carroccio padano, parcheggiando da quelli parti il proprio voto. Ma adesso? Adesso che c’è qualcuno più a destra di loro, che dice pane al pane, vino al vino,  siamo sicuri che costoro, cioè gli elettori della destra reazionaria e populista, continueranno a seguire Salvini e la Meloni?

Già, perchè i voti, quelli sono. Il bacino elettorale, quello è: un 15, massimo 18 per cento di estrema destra da spartire tra i vari gruppi. A meno che non mandi i tuoi elettori a votare due volte nella stessa giornata, e allora  sarebbe  un broglio elettorale in piena regola. Se dai invece la preferenza ad un partito, non puoi darlo all’altro, ovvio. Dunque,  con l’enorme grancassa mediatica di questi giorni in favore di Casapound, i segretari di Fratelli d’Italia e Lega nord dovrebbero  preoccuparsi sul serio. E molto.

Il loro avversario politico, insomma,  lo hanno trovato in casa.  Perché alla fine, nella vita, c’è sempre qualcuno più a nord di te. E  c’è sempre qualcuno più all’estrema  destra di te. Un sorpasso che sa di beffa, pensateci. Per stoppare un rischio così enorme,  quasi quasi servirebbe  un’ altra testata. Magari qualche saluto romano in più. Senza imbarazzi, senza timidezze.  E fa niente se il fascismo è fuorilegge ed è responsabile delle purghe all’olio di ricino o delle bastonate sul cranio di chi ragionava fuori dal coro. E fa niente se il fascismo  è anche responsabile  delle leggi razziali del 1938 e  di quasi 90 milioni di morti della seconda guerra mondiale. I nostalgici veri  non si arrendono alle mezze misure.  Chiedono di più, sempre di più. Strategicamente ineccepibile. E  così, quelli di Casapound, adesso  sono pronti a prosciugare l’elettorato di Lega nord e Fratelli d’Italia. Quel Di Stefano lì, ne siamo certi, in pochi mesi farà venire i capelli bianchi alla Meloni e  a Salvini. Scommettiamo?