MANSON, LO PSICOPATICO CHE FECE RABBRIVIDIRE L’AMERICA

DI: MARINA POMANTE

Il leader della setta “Family”, l’americano Charles Manson, sarebbe in fin di vita. Nel gennaio scorso, era stato ricoverato a causa di gravi emorragie intestinali, poi a luglio, l’ennesimo ricovero che, secondo quanto riportato dai media americani, si concluderà tra non molto con il decesso di Manson.
Il feroce assassino, uno dei peggiori che l’America ricordi e che oggi ha ormai 83 anni, fu condannato all’ergastolo, perché riconosciuto colpevole di essere il mandante dell’omicidio
dell’attrice Sharon Tate, la moglie del regista Roman Polanski e di altre 4 persone, nel 1969.
Sempre nello stesso periodo, Manson si rese responsabile anche della morte dell’imprenditore Leno Labianca e di sua moglie.

CHARLES MANSON
Charles Manson è un criminale psicopatico ispiratore di una setta omicida. Ha passato gli ultimi 48 anni in carcere nello Stato della California. Charles Miles Maddox, nacque a Cincinnati, Ohio, nel 1934 dall’allora sedicenne, Kathleen Maddox. Manson adotta il cognome di William Manson, un uomo con cui la madre, è convissuta per un periodo. Kathleen Maddox si è rivolta alle autorità per cercare di rintracciare l’uomo che, con molta probabilità era il padre naturale di Manson, un certo colonnello Scott, ma le ricerche rimasero senza esito e non si è mai avuta certezza di chi fosse il padre biologico di Charles Manson. Il futuro guru della Family, trascorse un’infanzia costellata da instabilità e squilibri e per un periodo, seguì la madre (che si prostituiva) da un Motel all’altro.
Manson fu un abile manipolatore di menti e fin dai tempi della scuola, riusciva a convincere i compagni di classe, particolarmente le ragazze, ad aggredire le persone che non gli piacevano e riusciva abilmente a rimanere estraneo da tali colpe, agli occhi degli altri.
Ragazzo violento e ribelle, dall’età di soli 13 anni, finì in due diversi riformatori, in Virginia e nell’Ohio.
Nel 1954 gli venne concessa la libertà condizionata, ritornò quindi a vivere da alcuni parenti in Virginia e sposò Rosalie Jean Willis. Il matrimonio non riuscì a soffocare la sua natura ribelle e ricominciò a compiere piccoli reati, evitando il carcere grazie al parere di uno psichiatra ma, fu nuovamente arrestato non rispettando le norme della libertà vigilata. Incarcerato a Terminal Island (Los Angeles), conobbe altri detenuti e con loro, pianificò un giro di prostituzione che attuò durante un periodo di libertà, ma questa ennesima attività illegale, lo ricondusse dietro le sbarre nel 1960 con una condanna a 10 anni. Periodo durante il quale, Manson si applicò nello studio di diverse discipline, sulla capacità di manipolazione della mente e imparò anche a suonare la chitarra.

LA”FAMILY”
Quando NEL 1967, Manson uscì di prigione, era intenzionato ad intraprendere la carriera musicale, mettendo a frutto la sua abilità con la chitarra, strumento che aveva imparato a suonare, durante la sua permanenza in carcere.
Recatosi a San Francisco, visse e partecipò agli inizi della “Summer of Love”, il movimento di rivoluzione pacifica dei “figli dei fiori”. Artisti, musicisti, liberi pensatori, scrittori e migliaia di giovani, convennero a San Francisco, dando il via a un rivoluzionario sogno psichedelico, all’insegna della pace dell’amore.
Nell’estate del 1967, la città californiana attira giovani provenienti da ogni parte del Mondo. Sono trasgressivi ed inneggiano alla pace, all’amore libero e alla vita comunitaria. E’ l’alba di una nuova era, concerti, raduni, feste e spettacoli, si susseguono ininterrottamente, il tutto spesso contornato dall’uso dell’LSD e tutto, appare possibile, all’insegna della filosofia “Peace and love”.
Manson si stabilì, con la sua “Family”, appena fondata, in alcune residenze temporanee, come la casa di Dennis Wilson, il batterista dei Beach Boys, prima di trasferirsi definitivamente allo Spahn Ranch, il set abbandonato di un film western.
Charles Manson, iniziò, con l’aiuto dei suoi seguaci, il percorso per l’Helter Skelter, una guerra razziale che era stata predetta in una canzone dei Beatles nel White Album, la guerra avrebbe avuto il suo epilogo con l’apocalisse e col dominio di Manson sul Mondo.
Indusse alcuni adepti della Family, a commettere una serie di crimini e omicidi.
Nel luglio del 1969, Manson ha commissionato ad alcuni dei suoi adepti, l’omicidio dell’insegnante di musica Gary Hynman. Sempre per mano della Family, venne assassinata Sharon Tate, la moglie del regista Roman Polanski, nonostante la donna fosse incinta all’ottavo mese di gravidanza, furono uccisi anche altri quattro ospiti presenti nella casa di Tate, tra questi c’era anche Terry Melcher, che aveva rifiutato di scritturare Manson malgrado fosse sembrato interessato alle sue canzoni, infatti la ragione di questa strage, è proprio a causa della vendetta contro Melcher, definito all’epoca come il boss delle incisioni. Le cinque persone presenti in casa vennero uccise in modo barbaro e cruento, ma in particolare, l’omicidio di Sharon Tate, compiuto da Susan Atkins, destò raccapriccio più degli altri, anche perché l’assassina utilizzò il sangue di Sharon, per lasciare scritte su muri, porte e specchi, era il 9 agosto del 1969.
Verso la mezzanotte, i membri della Family, Arrivarono al 10050 di Cielo Drive, con coltelli, pistola calibro 22 e una lunga fune di nylon. Nella casa c’erano Sharon Tate, il suo parrucchiere Jay Sebring, lo scrittore Wojciech Frykowski con la sua fidanzata e Abigail Folger. Il regista Roman Polanski era invece a Londra per le scene di un film.
Il primo a venire ucciso fu Steve Parent, un ragazzo di 18 anni che era andato a trovare il custode e che si era trovato a passare per la strada.
Linda restò fuori a fare da palo, Watson spaccò un vetro per entrare in casa e la banda radunò tutti in salotto. Sharon fu legata per il collo a Sebring, mentre Waston legava le mani di Frykowski. La Atkins disse all’attrice: “Puttana, stai per morire”, Sebring cercò di difenderla ma venne ucciso da Watson con un colpo della 22 e lo accoltellò più volte, usando a tale scopo, anche un forchettone. Patricia Krenwinkel accoltellò Abigail e la Atkins colpì più volte Frykowski, che riuscì però ad uscire di casa, nel giardino Linda lo vide ricoperto di sangue e gli disse “mi dispiace”, prima che lo finissero sull’erba con 28 coltellate. Sharon Tate fu l’ultima a essere uccisa: fu pugnalata 16 volte, soprattutto nel ventre. Avrebbe partorito di lì a due settimane.
Con il sangue delle vittime, la Atkins scrisse “PIG”, porco, sulla porta di ingresso. All’interno, lasciarono scritto Helter Skelter, il titolo di una canzone dei Beatles che significa confusione, rinfusa.
La notte successiva, sempre alcuni membri della Family, convinti dal guru Manson, uccisero l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary. Si dice che volevano anche uccidere, Liz Taylor, Steve McQueen e Frank Sinatra. La giustizia ha riconosciuto la paternità di tali omicidi, a 4 membri del gruppo creato da Manson, (Charles “Tex Watson” e due donne: Susan Atkins e Patricia Krenwinkel) Alla “spedizione” era presente anche Linda Kasabian che rimase fuori dalla casa di Polanski per fare il palo, la donna non venne infatti accusata di essere esecutrice materiale, come fu per lo stesso Manson, al quale, venne contestato il ruolo di mandante ma non di esecutore materiale.
Manson venne arrestato nell’ottobre 1969 con capi d’accusa non connessi agli omicidi, ma dal momento dell’arresto, non fu più rilasciato.
Nel 1971 è stato riconosciuto colpevole di omicidio di primo grado e condannato alla pena di morte, in seguito commutata nell’ergastolo, dopo che la pena capitale fu temporaneamente abolita in California. Durante la sua detenzione ha rilasciato diverse interviste ai media e per dodici volte i suoi avvocati, hanno tentato la strada della libertà sulla parola, ma i giudici, hanno sempre negato tale possibilità.
Durante gli anni ’80 Charles Manson, lo psicopatico, che insieme alla sua Family, incarnò il lato oscuro della “Summer of Love”, scrisse e compose diverse canzoni.

PERCHE’ SI ENTRA IN UNA SETTA
Nell’arco dei secoli, abbiamo assistito ad episodi di settarismo, che hanno coinvolto moltitudini di persone, dall’appartenenza etica e sociale, diversa.
Il settarismo, questo fenomeno di intransigente faziosità ideologica, parrebbe aver interessato, affascinato e sedotto, soprattutto personalità fragili, persone semplici, tutti coloro i quali vivevano crisi interiori o profondi dispiaceri personali, giovani alla ricerca della propria affermazione individuale o della loro identità in un contesto sociale specifico, quale potrebbe essere, il gruppo degli amici o l’ambito studentesco e addirittura in alcuni casi, la famiglia, naturalmente questo esempio, va riferito a quei giovani dal temperamento modesto e troppo timidi o troppo alternativi, insomma quell’area giovanile che non sente di appartenere davvero alla società nella quale è immersa. Tuttavia, in moltissimi casi, si è potuta constatare la presenza tra gli adepti, di insospettabili personaggi che, normalmente, godevano di sicura affermazione sociale o che comunque, conducevano una vita almeno apparentemente serena e “riempita della normalità” della famiglia, il lavoro, gli amici, ecc… Anche nel mondo nell’arte, della musica, del cinema, dello spettacolo in genere, sono state registrate presenze accertate di personalità in vista. le quali si erano accostate a delle sette, fino a diventarne membri.
Da ciò quindi, possiamo evincere che, il bisogno di identificarsi in qualcosa di sicuramente alternativo, di trasgressivo, in qualcosa che è apertamente contrario alla “normale etica e moralità”, ma anche ai consueti dogmi e canoni religiosi, attiene per qualche strana ragione alla natura umana, che talvolta, lascia derivare il proprio pensiero, verso orizzonti che vanno ad infrangersi contro la routine del quotidiano.
Il bisogno di sentirsi parte di un progetto diverso, le cui dinamiche applicano un sentimento di rottura, verso l’assunto della civiltà vissuta, che già è riconosciuta come collaudata, sperimentata, adattata al “movimento” dei bisogni, ma che, imprigiona le menti obbligandole ad un pensiero costretto a seguire un filo logico, è con molta probabilità, la miccia che fa accendere questo insano desiderio, di sottoporsi volontariamente ad un percorso tortuoso dalle implicazioni che possono anche arrivare a gesti estremi, come omicidi, stragi, suicidi individuali e di gruppo.
Spesso la natura di una setta, è in perfetta antitesi con le religioni e di fatto, l’oggetto al quale indirizzare la propria adorazione, è indicato come qualcosa o qualcuno che personifichi Satana, l’anticristo, un qualche demone, ma anche idoli comunque distanti dalle religioni ufficiali. L’ingresso in talune sette, può prevedere delle “prove” anche piuttosto violente e cruente, alle quali, l’aspirante membro deve assolvere. Sacrifici di animali, torture psicologiche e fisiche, induzione a comportamenti biechi ed irrispettosi verso persone o istituzioni, vengono richiesti per il superamento di queste prove, ma anche la sopportazione del dolore, ustioni, scarificazioni, percosse di vario genere, atti sessuali promiscui e anche rinunce a possedimenti, denaro, cose preziose e soprattutto la ripudia della famiglia e l’allontanamento da essa, la segregazione e il distacco da ogni elemento della vita sociale passata, costituiscono i parametri necessari all’integrazione nella setta. Sono tutti elementi che nel corso degli anni, sono stati evidenziati da coloro che sono usciti volontariamente (e non senza fatica) da una setta, oppure sono stati ricavati dagli interrogatori effettuati dagli inquirenti, nel corso delle indagini su queste congreghe di fanatici.
Dipendenza e protezione, sono altri elementi che portano ad aderire ad una setta satanica. La continua ricerca di una figura forte e particolarmente protettiva, da parte dell’adepto. Egli, considera come tali, “gli adoratori del diavolo”. Chi può garantire una protezione assoluta dal male se non chi lo professa? L’individuo perde la propria autonomia, è incapace di prendere decisioni ed ha il continuo bisogno di una guida potente, che solo questo tipo di gruppo, riesce a trovare. La paura del diavolo, spinge paradossalmente ad adorarlo.
La causa potrebbe ricercarsi in una educazione religiosa particolarmente rigida o alterata da eccessi e da fanatismo religioso, fondata sulla paura dell’influenza del diavolo, questa, può condurre verso comportamenti che hanno l’obiettivo di esorcizzare questa paura ed il modo migliore per farlo, è quello di stringere alleanza con la fonte dei propri timori. “Se adoro il diavolo, lui non può infierire su di me, se gli rendo omaggio, mi proteggerà da lui stesso”.

IL LEADER
Il Guru a capo alla setta, è generalmente un individuo con un profondo bisogno di soddisfare il proprio narcisismo ed il proprio senso d’onnipotenza.
Il capo, a volte, adotta un atteggiamento umile e semplice, ma in realtà nasconde una fortissima convinzione di superiorità che, non lo fa transigere verso quelli che la pensano diversamente da lui. La devozione incondizionata, è il tributo richiesto ai proseliti, in cambio della “salvezza”, in nome di Satana o di qualche altro demone o entità ultraterrena, da lui indicata o addirittura inventata.
Egli, spesso è adorato dai membri della setta, come se rappresentasse lui stesso, l’oggetto di culto. Il Guru, che solitamente possiede una forte personalità, capace di persuadere, confondere ed influenzare gli altri, spesso persegue ambizioni morali fantasiose e utopistiche.
I tradizionali schemi sociali, non rientrano nell’ottica dell’ispiratore a capo alla setta, lui, ne ridisegna le dinamiche e introduce i seguaci alla loro percorrenza.

LA FINE DELL’INCUBO
La morte di Charles Manson, non troverà mai sentimento di pena per l’uomo. La sua esistenza, vissuta con l’evidente disprezzo per la vita altrui, non potrà mai avere giustificazioni di sorta, non saranno i pareri futuri di psicologi che motiveranno le sue azioni efferate, a lenire il dolore prodotto.
Il ricordo della Family e del suo guru, resteranno a lungo nella memoria di tutti e avremo sempre il rischio di emulazione da parte del prossimo psicopatico, che speriamo, non riesca mai a replicare tanto sconcerto.