ROSA VERO AL TEATRO VERDI DI FIRENZE

DI GIANFRANCO MICALI

Avevo visto parecchi anni fa a Londra “Mamma mia!”, rimanendone incantato. Già sulla metropolitana che conduceva a teatro mi aveva impressionato l’aria gioiosa di gente proveniente da ogni angolo del mondo, che cantava le canzoni degli Abba.
Anche l’altra sera il Teatro Verdi di Firenze era gremito come non mai, su su, fino ai palchi del quarto piano, e c’erano anziane signore che battevano mani e piedi, e si alzavano a ballare. Perché, questo settore di un’Italia in avanzato declino, è invece in pieno boom, e la versione italiana intepretata da Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz, con eccezionale musica dal vivo, acrobatici balletti e soprattutto scenografie capaci di far dimenticare anche la sconfitta dell’Italia ai mondiali, non aveva nulla da invidiare a quella inglese. E una nota di merito va riconosciuta al Teatro Verdi che si avvia a diventare una “mini brodway”, a giudicare dal programma di questa stagione, iniziata con il Rocky horror show, protagonista Claudio Bisio, e che dopo Mamma mia!, nei prossimi mesi propone La febbre del sabato sera, La regina del ghiaccio, Dirty Dancing e Jersey Boys, intervallati da commedie brillanti come Due con le regia di Luca Miniero(Benvenuti al Sud), Una festa esagerata con Vincenzo Salemme, Sogno di una notte di mezza estate e La strana coppia con Claudia Cardinale. Un cartellone di vera eccellenza che contrasta in rosa verocon il periodo che stiamo vivendo.