ANCHE SE MERKEL NON RIESCE A FARE IL GOVERNO, I SUOI ESPERTI SONO ALL’OPERA PER AUMENTARE L’ORARIO DI LAVORO

DI GIORGIO CREMASCHI

Angela Merkel non riesce a trovare una maggioranza di governo, ma gli affari e le scelte economiche vanno avanti tranquillamente. Così anche in Germania si afferma sempre di più la guida di quel pilota automatico, che il capo della BCE Draghi ha più volte garantito essere al comando dell’Italia.
Così gli esperti del Consiglio Economico del governo, un gruppo di cattedratici liberisti, reazionari quanto serve, ha diffuso l’8 novembre un suo rapporto sull’economia tedesca che chiede di aumentare gli orari di lavoro. Naturalmente questi cialtroni 4.0 non dicono esplicitamente così. Essi si nascondono dietro l’innovazione e la modernità e nel nome di esse giudicano vecchio il limite legale di 8 ore giornaliere, tutt’ora vigente in Germania.
Il padronato ha festeggiato e tutto il caravanserraglio dei nuovisti ha subito esaltato la proposta: ma come si fa a dire all’impiegato di sospendere il lavoro alle 17, se deve rispondere ad una email? Noi in Italia queste fesserie in malafede sulla flessibilità le sentiamo da trent’anni; e il loro risultato è stato la distruzione degli orari di lavoro dignitosi, rispettosi dei fondamentali diritti umani. Ora tocca ai lavoratori tedeschi e non c’è certo da gioire perché alla fine la tegola colpisca anche loro. Perché un lavoratore di quel paese oggi lavora mediamente duecento ore all’anno meno del suo equivalente italiano. E ciononostante la produttività tedesca è piu alta della nostra. Ora se l’orario di lavoro in Germania dovesse essere alzato, sarebbero guai per loro, ma anche per noi: più sfruttamento e più disoccupazione qui e là.
Teniamo conto per le regole UE l’orario di lavoro può arrivare fino a 13 ore al giorno e a 65 settimanali! Immaginiamo dunque cosa potrebbe succedere se proprio la Germania desse il via ad una nuova gara a chi fa lavorare di più. Qui in Italia Confindustria e banche pretenderebbero un altro giro di jobsact e leggi simili per restare competitivi. E questo mentre la disoccupazione è già altissima e l’innovazione tecnologica la farà ancora crescere.
Sarebbe necessario che in tutta Europa gli orari di lavoro scendessero di molto, a parità di salario naturalmente. E invece sono proprio la UE ed il suo paese guida a volerli aumentare e a usare l’Euro e le politiche di austerità per diffondere la follia.
In sintesi mentre la crisi politica tocca anche la Germania, il liberismo criminale riparte con i suoi massacri. Per fermarlo bisogna rompere con il sistema di potere europeo che lo sostiene. Altrimenti, invece che lavorare meno lavorare tutti, si lavorerà sempre in meno e sempre di più, per tutti. C’è già stato nel passato, si chiamava schiavismo.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono