L’EUROPA CHE HA PAURA E NON SI FIDA DI QUESTA ITALIA

DI GERARDO D’ AMICO

A parte la sfiga al sorteggio, stasera a Zapping un ascoltatore ha detto qualcosa che ha del vero: ci descriviamo come un Paese con la mafia in un municipio della Capitale, con le banche che truffano i correntisti, con mazzette corruzione clientelismo e burocrazia in ogni ambito della vita sociale.
Politici che si sputano in faccia e poi li vedi al ristorante, gioiellieri col reddito dichiarato di un nullatenente, persino i chierichetti del Papa non trovano pace.

E l’Europa ha paura, non si fida di questa Italia.

All’ascoltatore sfugge che purtroppo queste cose accadono realmente, che molto di tutto questo ci appartiene veramente, e raccontarsela in altro modo servirebbe a poco, la polvere sotto il tappeto nel nostro caso farebbe bozzi insormontabili.

Ma c’è un’Italia diversa, che lavora in modo onesto, si impegna, si dona per gli altri, e si mortifica, ad essere accomunata a questa sozzeria sotto un unico tricolore.

La mancata assegnazione dell’Agenzia Europea, per la ripicca degli slovacchi che erano stati eliminati e la sfortuna del sorteggio, non deve far dimenticare che siamo leader in Europa per biomedicale, in produzione e soprattutto in ricerca: grazie a quell’altra Italia.

Che chissà, prima o poi riuscirà a prevalere, ed il nostro Paese sará rispettato per davvero: innanzitutto dai suoi cittadini.
Perché, se in un popoloso municipio della Capitale alle urne ci va solo il 36% degli aventi diritto, e il massimo rappresentante eletto ha quindi meno del 20% dei consensi reali, vuol dire che la misura è colma, la maggioranza davvero non ne può più di un Paese ridotto così.

Ps: domani, martedì, la Corte Costituzionale si esprime sulla legge per l’obbligo vaccinale. A proposito di gente che fa ridere l’Europa, a Roma c’è il raduno dei “novax”. Quelli che Big Pharma è brutta e cattiva, meglio l’acqua zuccherata e le pietre energetiche, e poi ricovera i figli ( a spese nostre) in rianimazione negli ospedali.
A proposito di rispetto.