IL VERTICE EUROASIATICO E IL SILENZIO SUI ROHINGYA

DI PIO D’EMILIA

Oggi il vertice euroasiatico dell’ ASEM, in Birmania.

Ufficialmente, pensate, la tragedia dei Rohingya non è nemmeno all’ordine del giorno. Se ne parlerà ovviamente. Ma difficilmente uscirà qualcosa di determinante. Troppi gli interessi in gioco (cinesi, soprattutto, ma anche europei e giapponesi) troppa la deferenza che ancora si usa nei confronti della “Signora”, il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi (che ora di fatto guida il paese ed è dunque direttamente responsabile di quello che sta avvenendo), troppo disunita la comunità internazionale. Giorni fa una risoluzione della Commissione ONU per i Diritti Umani che condannava Myanmar/Birmania per le atrocità commesse dai suoi militari è passata con il voto contrario di Cina, Russia e India, e con la “pesante” astensione del Giappone. La sensazione è che siamo difronte ad un’altra tragedia destinata a durare nel tempo: un milione di persone destinate a restare qui, nell’inferno di questi campi, molto a lungo. E il mondo di laverà la coscienza inviando aiuti, anziché trovando soluzioni.