DELIVEROO E L’ECONOMIA DELLA DISUGUAGLIANZA

DI ANDREA DELLAPASQUA

UN MENU’ CALDO ASPETTANDO SUL DIVANO.“I ristoranti che ami, a domicilio in 32 minuti”, così si presenta la hompage in italiano della multinazionale inglese Deliveroo; in sintesi questo fa Deliveroo, grande competitor di Foodora nel medesimo campo, o per meglio dire nelle medesime strade. Si perché qualcuno poi il cibo lo deve consegnare ed al momento di droni posteggiati nei singoli ristoranti non se ne vedono. Il capitale umano è attualmente ancora utile e da ciò ne consegue talvolta un corollario di rivendicazioni legate a condizioni lavorative che non garantiscono la “dignità” di cui parla la nostra Costituzione. I fattorini che fanno capo a Deliveroo come nei mesi scorsi quelli operativi per Foodora chiedono condizioni contrattuali migliori.

LA LETTERA DEI FATTORINI ALL’AZIENDA. “Con la presente i lavoratori di Deliveroo Italy di Milano e Bologna in mobilitazione chiedono, come già avvenuto a più riprese e in diverse occasioni, di essere ascoltati dall’azienda, dopo aver domandato ripetutamente udienza: più volte ci siamo rivolti agli uffici, singolarmente o in piccolo gruppo, cercando spiegazioni o di aprire uno spazio di confronto con la società. Abbiamo provato a fare proposte o a suggerire soluzioni in merito a criticità riscontrate nell’esercizio delle funzioni concordate da contratto, riguardanti il servizio di consegna e le condizioni di lavoro, credendo nella reale possibilità di poter costruire un diretto e proficuo dialogo con la direzione amministrativa di Milano. Verificata la più totale reticenza aziendale, su questioni che ci competono e coinvolgono direttamente, in qualità di lavoratori, quali il modello contrattuale, l’assegnazione dei turni, l’organizzazione del lavoro, il riconoscimento di indennità dovute, al fine di poter raggiungere gli scopi comuni e condivisi dai lavoratori ed affrontare collettivamente la questione della tutela dei nostri diritti,
CHIEDIAMO
– l’introduzione di un contratto di categoria con l’applicazione del CCNL Trasporti e Logistica;
– l’abolizione delle false partite iva e la sostituzione con un contratto adeguato;
– il rinnovo di tutti i contratti in scadenza;
– il pagamento di 7,50 € netti all’ora di salario garantito per tutti;
– un monte ore garantito di almeno 20 ore per tutti;
– un’indennità atmosferica in caso di pioggia o neve pari ad una maggiorazione del 30% sul pagamento orario;
– un indennizzo di lavoro straordinario nel caso in cui le consegne vengano effettuate oltre il turno di lavoro assegnato, con il riconoscimento di una maggiorazione pari al 50% del pagamento orario;
– un’indennità malarica dovuta all’inquinamento da smog dell’aria pari al 30% del pagamento orario;
– il riconoscimento di un indennità chilometrica oltre i 3,5 km su strada, dal punto di partenza al punto di consegna;
– la copertura assicurativa totale a carico dell’azienda per ogni singolo lavoratore;
– un rimborso spese per oneri di mantenimento di bici o moto e per il cellulare;
– la fornitura di un’attrezzatura funzionante (tuta impermeabile, caschetto a norma);
Nell’attesa di ricevere una risposta concreta da parte della società al fine di aprire un canale ufficiale di interlocuzione, per mezzo di un tavolo di discussione tra lavoratori e direzione esecutiva, ci riserviamo il diritto di organizzare iniziative di denuncia e di fare tutto il possibile perché le nostre richieste non cadano ancora inascoltate, nel silenzio che fino ad ora ha seguito i nostri ripetuti tentativi di confronto con Deliveroo Italy”.
Milano, 21 Novembre 2017

HILARY CLINTON E L’ECONOMIA DEI LAVORETTI. Nel 2015, quando il fantasma di Trump era ancora soprattutto una battuta da salotto, la Clinton si espresse sul fenomeno che sta coinvolgendo tanti lavoratori nel mondo occidentale: «molti americani stanno facendo soldi extra affittando una piccola stanza, progettando siti web, vendendo prodotti da loro stessi progettati a casa o persino guidando la propria auto. Questa economia on-demand, o cosiddetta gig economy, sta creando interessanti forme di economia e scatenando l’innovazione. Ma sta anche sollevando domande difficili sulla protezione del posto di lavoro e su come sarà un buon lavoro in futuro». Sono semplici dichiarazioni di principio di carattere pre elettorale ma certamente colgono nel segno. E’ notizia oramai diffusa quella relativa agli operatori di Amazon (“gli amazoniani” vengono definiti senza alcun compiacimento), i quali obbediscono ad un algoritmo, il nuovo capo 2.0, (qui non siamo direttamente nella gig economy ma se ne condivide un metodo) il quale, a loro dire (fonte ilfattoquotidiano.it) li spingerebbe talvolta a violare il codice della strada per rispettare il ruolino di marcia…

L’IMPACCIO DEL DIRITTO DEL LAVORO. La normativa giuslavoristica (il diritto del lavoro), sappiamo, è stata oggetto di ripetuti attacchi i quali hanno sortito i loro effetti reali per esempio anche con il governo Renzi (sedicente di sinistra) il quale è riuscito nel tentativo (mai portato a casa dalla destra che ne avrebbe fatto un punto d’onore), tanto auspicato da vari potentati economici, di smantellare l’architrave dello statuto dei lavoratori, il celeberrimo e defunto articolo 18 (un vero impaccio) che metteva al riparo il lavoratore da licenziamenti arbitrari in grandi e medie aziende. Un modo però molto efficace di aggirare le tutele da sempre è quello di scegliere altre strade: l’azienda non assume più dipendenti ma si avvale di collaboratori i quali nell’ambito delle proprie disponibilità orarie si impegnano nello svolgere una mansione organizzata fattivamente dall’azienda stessa; ecco il cosiddetto rapporto liquido, presentato come una opportunità nuova, una modalità elastica…nei fatti parliamo di ciclisti sottopagati che tentano di sbarcare il lunario tra mille difficoltà.

FATTURATI E FATTORINI. Deliveroo nel 2016 ha fatturato 145661658.74 euro, una cifra abbastanza lunga da digitare, una somma che, con uno sforzo di fantasia non troppo grande, può ricordare il percorso accidentato del ciclista di turno il quale trasporta tagliatelle che mai debbono raffreddarsi e deve sperare che l’azienda gli fornisca un adeguato numero di ore lavorative che si traducono in un adeguato stipendio…

ALLARGHIAMO LO SGUARDO. Deliveroo è una multinazionale e, probabilmente, (è una mera supposizione nostra), alla stregua di tutte le altre, saprà come gestire le proprie finanze. Qualunque multinazionale poi vanta un gran numero di esperti atti a saper gestire altrettanto bene il fisco, un fisco che per i comuni cittadini resta una montagna da scalare. Non ci stiamo riferendo a Deliveroo nello specifico (ne’ stiamo accusando chicchessia) ma inquadriamo un “sistema-mondo”, questo può essere utile per comprendere meglio i rapporti di forza tra chi comanda e chi invece esegue. E’ notorio come tante volte colossi economici, Google ed Apple ad esempio, abbiano preferito scientemente pagare multe (ed esternalizzare il lavoro in Paesi poveri, Apple ad esempio, in cui i lavoratori vengono sottopagati sempre in nome del fatturato) piuttosto che rispettare la legge. Ciò accade quando i Paesi violano un principio del diritto elementare, il principio del deterrente: la norma viene rispettata dal cittadino (o dalla multinazionale) se la misura della pena è adeguata e se il cittadino (o la multinazionale) sa che essa viene applicata…
Inevitabile fare qualche passo indietro, possibile a qualunque magnate dell’economia di un vicino futuro, e, per allargare lo sguardo, osservare la Terra da una certa distanza con un particolare veicolo smart molto efficiente extra atmosfera. Cosa possiamo osservare? Se osserviamo supportati da una qualche intelligenza artificiale ora molto in voga, per esempio vediamo nelle sue pratiche conseguenze il rapporto Oxfam (confederazione internazionale di organizzazioni no profit che si occupa di combattere la povertà globale) il quale ci ricorda che 7 persone nel globo terraqueo (il primo è Jeff Bezos di Amazon) posseggono maggiore ricchezza rispetto alla metà più povera del pianeta…Possiamo poi osservare da molto lontano con un portento d’ingranditore molto cool una desueta copia cartacea di un libro recente “Il capitale nel XXI secolo” di Piketty, nel quale, a fronte di serissime analisi durate oltre un decennio, si accerta come dal 1700 ad oggi i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri…

POCHI LUPI, MOLTE PECORE. Ad evitare che uno sparuto branco di lupi abbia accesso al nutrito gregge di pecore debbono essere gli Stati, ad evitare l’elusione delle tutele del lavoro debbono essere gli Stati, ad evitare l’ingiustizia fiscale debbono essere gli Stati, ad evitare che sempre uno sparuto gruppo di lupi influenzi parlamenti e congressi dobbiamo anche essere noi cittadini, a noi spetta l’onere del controllo che non ammette deleghe in bianco.

Adam Smith, il primo economista della storia, nato in un’epoca in cui non si poteva che avere fiducia nel futuro grazie alle grandi innovazioni della rivoluzione industriale, ammetteva però quanto segue: “se due o più imprenditori si incontrano, anche solo per partecipare alla prima comunione della figlia di uno di questi, dopo pochi minuti si ritroveranno a confabulare contro i consumatori”, aggiungiamo noi anche contro i cittadini e i lavoratori.