I NOSTRI PARLAMENTARI? RAGIONANO PER SLOGAN

DI CLAUDIA BALDINI

L’intervento di Fassina all’assemblea del 19 a Roma, non era splendido. In nulla. Ma soprattutto sul compassionare le proposte, venute da alcuni interventi, di candidare gente che lavora, magari semplici operai o impiegati. Ed è vero che il 5 stelle è un pessimo esempio, ma si può fare molto meglio, guai a rinunciare

Partiamo anche dal fatto che i nostri parlamentari non brillano, si adeguano ai capi, lavorano poco del loro. Spesso si distraggono, si assentano, ci vuole il pollice giù o su del capogruppo per votare! Spesso non conoscono la Storia, nemmeno la nostra Storia. Ragionano per slogan. Come è possibile tagliare fuori il popolo normale dalla dirigenza?

Nel Pci la classe operaia era formata, se si riteneva che un compagno avesse qualità. Ora si passa dall’università alla carriera politica o sindacale. Un mestiere come un altro. Meglio pagato di altri, meglio che essere precario o disoccupato laureato con master.

Aver lavorato significa essere allenati a portare a buon fine nei tempi, nei costi e con la qualità previsti, una qualsiasi cosa che costituisca un obbiettivo.

Un tornitore (e pesco un lavoratore a caso) conosce abbastanza bene come funziona l’organizzazione della ditta in cui lavora, sa “chi fa che cosa “ ed è responsabile della qualità e della quantità del suo lavoro, misurate in maniera oggettiva.

Per contrapposto ad un parlamentare qualsiasi non darei la gestione di un pollaio di tre galline, certa che, in un breve lasso di tempo, le farebbe morire tutte.

Eppure, gente come Landini, Cofferati, Airaudo e tanti altri, magari hanno sfruttato la formazione sindacale, hanno studiato ed elaborato, ma hanno la-vo-ra-to. Cioè hanno toccato con mano i problemi di lavoro, sociali, economici , tutti.

Forse sono persone con valori diversi da quelli che ho trovato nelle parole di Fassina. Seguendo il suo ragionamento , la politica, appunto, la gestione della res publica, può essere solo in mano a bocconiani o filosofi o laureati comunque sia. Ad esempio come Renzi, come Pisapia, come la Serracchiani, come Orfini, …..come tanti insofferenti verso la sinistra.

Quindi la gente ‘normale’ deve solo votare.Deve partecipare alle assemblee numerosa, applaudire e parlare del personaggio, non della politica. Quella non è alla sua portata.
I cosiddetti civici per questo sono visti MALE dai partiti. A meno che non facciano liste a loro pro.
Se si prendono a cuore un problema che tutta la gente ‘normale’ sente con angoscia cioè avere una sinistra ad una sola voce, sono destinati al fallimento, ma mica perchè lavorino male, perchè non sono politici, non possono mettere d’accordo capre e somari. Quindi la colpa è loro non delle capre e dei somari laureati e politici

In sintesi: diventare parlamentare o ministro dovrebbe essere un premio per una valida carriera e non una seggiola perchè sei entrato nel partito come funzionario

Chissà perchè il PCI si divertiva a formare operai per candidarli?? Mah, che manìe populiste

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