EUGENIO SCALFARI,E PIETRO GRASSO E LA CRISI DELLA SINISTRA

DI SANDRO RUOTOLO

L’anziano e autorevole Eugenio Scalfari alla domanda di Giovanni Floris su chi sceglierebbe come premier tra Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio ha risposto Silvio Berlusconi. Io invece, e sapete bene come la penso sui 5stelle, non avrei dubbi e direi Di Maio. Io credo che la sinistra debba ricostruirsi nel nostro Paese, che oggi gli appelli all’unita’ degli esponenti del Pd siano arrivati fuori tempo massimo. Che bisogna immaginare un percorso con la società civile che, spesso, è molto più avanti del cosiddetto ceto politico, negli obiettivi e nei valori che essa esprime. E anche gli appelli all’unita’ degli esponenti dell’Ulivo lasciano il tempo che trovano. Anche quelli che oggi appaiono i “migliori” hanno le loro responsabilità per il suicidio della sinistra italiana. Bisognerà capire perché in Europa e nel resto del mondo occidentale hanno fallito socialdemocrazie e terze vie. Rincorrere le destre e i popolari nelle loro politiche liberiste hanno portato a scegliere il non voto o a esprimersi per quelle forze cosiddette populiste. Ma gli spazi sono stati concessi dal vuoto che altri hanno lasciato. Noi abbiamo il dovere di guardare avanti sapendo che non c’è più la centralità della forma partito e che sul tema della crisi economica e dei diritti civili occorrono politiche alternative. L’ho già scritto che l’eventuale garante Piero Grasso di un processo di aggregazione a sinistra mi piace ma non è detto che possa riuscire nell’impresa. Lui che è espressione della società civile sa bene quanto sia ingordo il ceto politico, anche quello di sinistra.

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