QUANDO L’AMORE SUPERA IL TEMPO

DI RENATA BUONAIUTO

Una storia che ha oltrepassato l’oceano per arrivare fino a qui, una storia d’amore, di quelle che scaldano il cuore e ridanno fiducia a chi crede che tutto possa finire.

I protagonisti sono Isabell Whitney e Preble Staver, si conoscono nel 1946 hanno 24 e 25 anni, un incontro al “buio”, e noi che credevamo di aver inventato chissà che! Si piacciono, cominciano a conoscersi meglio adesso alla luce del sole, con lunghe passeggiate, grandi progetti, grandi sogni, come solo a quell’età è possibile avere.
S’innamorano ma, l’inizio della seconda guerra mondiale che li vedrà lontani seppure uniti dallo stesso ideale, lui al servizio dei Marines, lei infermiera in Marina, rende più difficile e faticosa la loro storia.
Quando tutto finisce però sono ancora lì, innamorati forse anche più di prima, si sposano ed hanno 5 figli, uno di loro morirà prematuramente ma, forse proprio questo immenso dolore renderà ancora più indissolubile il loro amore.
La vita non è un percorso senza ostacoli, lo sanno bene Isabell e Preble ma, la loro complicità, i loro sentimenti, la loro fiducia sono un’arma che può talvolta anche vincere sul tempo.
Isabell si ammala di demenza senile, diventa necessario per entrambi trasferirsi in una casa per anziani, l’aggravarsi della patologia della donna, impone di vivere in stanze separate, ma una porta, una parete non chiuderà i loro cuori.
Il giorno del compleanno di Preble, il 17 ottobre la figlia Lurie, accompagna la mamma nella camera del padre, la malattia oramai ha fatto troppi danni perché lei possa continuare a capire, almeno è questo quello che lei crede. Ma nel silenzio della stanza sente la voce roca e flebile di Isabell intonare Happy Birthday, l’amore ha conservato i ricordi, ha concesso una fugace tregua.
Pochi giorni dopo il 25 ottobre, Preble muore. Al suo fianco, mano nella mano, Isabell. Non intende lasciarlo andar via da solo, quell’amore non può finire, poche ore dopo anche lei chiuderà gli occhi per sempre.
Per loro è l’inizio di un nuovo viaggio ancora insieme, mano nella mano, per noi la certezza che anche un incontro al “buio” può regalare la luce.