MI VIENE DA PENSARE A DI BATTISTA, NOVELLO CINCINNATO ASPIRANTE SINDACO DI ROMA

DI VANNI CAPOCCIA

Di Battista dicendo che la nascita di un figlio gli ha cambiato la vita ha annunciato di non candidarsi alle prossime elezioni, di voler pensare al bambino appena nato e viaggiare.

A parte il fatto che viaggiare e il desiderio di voler passare più tempo con il figlio sono due cose difficilmente conciliabili. È indice d’incoerenza ritirarsi nel privato dopo aver urlato per cinque anni contro la casta dei politici, ed essersi rappresentato come il nuovo che si spende per gli altri.

Sarebbe inconciliabile e incoerente se fosse vero. Perché a me viene di pensare che “il Dibba” sa che se venisse eletto in Parlamento non potrebbe candidarsi a sindaco di Roma. È questo ciò che vuol diventare, è per questo che con Beppe Grillo ha allestito la messinscena del grande rifiuto.

Il tempo è galantuomo e tra poco vedremo se il mio è un malevolo retropensiero, Ma penso che se la Raggi verrà condannata e, come vuole il codice grillino, si dimetterà Di Battista, dopo “un grande tormento e dietro le pressanti richieste dei cittadini” accetterà, novello Cincinnato, di candidarsi. La stessa cosa avverrà se la Raggi porterà a termine il mandato, perché anche i sanpietrini di Roma sanno che se venisse ripresentata per i 5Stelle sarebbe una catastrofe elettorale.

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